Fans Club Riconosciuto ufficialmente dalla ELVIS PRESLEY ENTERPRISES

Vegas Memories

FOLLOW THAT DREAM

Andare a Las Vegas, costi quel che costi! Gia`, ma quanto costa? Come fa un impiegato che si deve mantenere con 150 mila lire al mese ad andare nella citta` dei miliardari? I servizi giornalistici su Las Vegas parlano di alberghi favolosi con prezzi da un milione a notte in su. E quanto potra` costare vedere uno spettacolo di Elvis? Insomma, e` piu` facile a dirsi che a farsi… pero` Franca e Maria ci vanno. Aspettiamo di vedere come sara` la loro esperienza, poi proveremo a fare i conti.

Nell’estate le nostre amiche partono per la grande avventura e al loro ritorno ci portano notizie molto piu` favorevoli di quanto potessimo pensare.
Il viaggio si puo` fare in modo economico con un volo Milano-New York a tariffa speciale per noi giovani: 118.200 lire per andata e ritorno; poi da New York a Las Vegas si puo` andare in pullman, con il Greyhound, per 100 dollari.
Sugli alberghi, a quanto pare, i nostri giornali scrivono un sacco di balle. Dormire una notte proprio all’Hilton costa appena 24 dollari.
Per gli show di Elvis il discorso e` un po` piu` complesso: ufficialmente costa solo 10 dollari ma per avere un buon posto bisogna sborsarne almeno 100 di mancia; in compenso il direttore dello showroom, Emilio Muscelli, e` un italiano che pare sia ben disposto a dare una mano ai suoi connazionali.
Quanto alle due ragazze, sembrano completamente impazzite e hanno gia` deciso: torneranno l’anno prossimo, tanto meglio se ci andremo anche noi.

A questo punto non ci resta che cominciare a risparmiare, abbiamo esattamente un anno di tempo. Mettiamo al bando ogni spesa superflua; nessuna gita, nessun cinema, nessun disco al di fuori delle novita` di Elvis – a quelle non si puo` rinunciare per nessun motivo!
In qualsiasi altra circostanza sarebbe stato duro per un ragazzo di 25 anni affrontare un simile sacrificio per cosi` lungo tempo, ma ogni rinuncia diventava invece piu` sopportabile e attuabile quando pensavo alla meta che mi aspettava.

Luglio 1972. E’ ora di cominciare a tirare le somme e mettere a punto la data di partenza, la durata della vacanza e la spesa totale necessaria. A questo momento non abbiamo neppure mezzo milione a disposizione. Con questa somma possiamo appena fare una settimana a Las Vegas, dormendo all’Hilton e vedendo una decina di shows, ovviamente senza pagare mance extra confidando nella promessa di aiuto da parte di Emilio fatta a Franca e Maria l’anno precedente.
Per maggior tranquillita` chiedo ad un mio amico benestante un prestito di 100 mila lire per raggiungere il traguardo tondo del mezzo milione.
E’ fatta! Scriviamo all’Hilton per prenotare la camera e stabiliamo la data della partenza per il 5 agosto.

5 Agosto 1972. Maometto parte verso la Montagna. Non ho mai volato prima ed e` incredibile che il mio battesimo dell’aria debba averlo subito con un Jumbo jet 747 e per un volo intercontinentale!
L’emozione e` fortissima. Non solo sto per vedere finalmente in carne ed ossa il mio idolo che seguo incessantemente da 14 anni ma sto anche per raggiungere una meta che sogno da sempre: l’America.
Per quelli della mia generazione e` il mito piu` forte, quello nel quale siamo cresciuti, il modello di vita a cui ispirarsi. Siamo i figli del primo dopoguerra, e negli anni ’50, durante la ricostruzione, in Italia la propaganda politica e` tutta tesa a paventare il pericolo comunista e a contrapporre lo splendore dell’ american way of life – lo stile di vita americano – brillantemente e incessantemente proposto dal cinema hollywoodiano. Restiamo abbagliati dai grattaceli di New York, incantanti davanti a quei macchinoni enormi e pieni di cromature luccicanti, sognamo le sconfinate praterie del west e i battelli sui grandi fiumi con quell’affascinante senso dell’avventura che quelle immagini suggeriscono. E che dire poi di Las Vegas, la citta` che non dorme mai e che trasforma la notte in giorno?
Tutto in America sembra piu` grande e piu` bello. Noi abbiamo appena iniziato ad andare in lambretta e loro gia` si spostano in aereo, alle nostre case-alveari soffocate nei centri cittadini si contrappongono le deliziose villette con giardino immerse nel verde e al sole della California. In America sono riusciti persino a trasformare la fantasia in realta` con quell’incredibile parco divertimenti che e` Disneyland. Insomma, America vuol dire gioia di vivere e questa gioia si esprime anche nella loro musica, spensierata, scatenata e disinibita, il rock and roll.
E Elvis e` colui che meglio di ogni altro sa interpretare questa musica e impersona il “sogno” americano: giovane, bello, dalla vitalita` dirompente, venuto dal nulla e diventato famoso a dispetto di tutti i suoi detrattori. Ribelle quanto basta per affermare e imporre la sua diversita` ma anche attaccato quanto basta ai valori tradizionali nei quali anche i giovani di allora ancora credono. E` inevitabile che gli adolescenti della mia generazione lo eleggano a loro simbolo: per il suo aspetto fisico e` il ragazzo che tutte le ragazze vorrebbero avere, per i suoi atteggiamenti e il suo successo e` colui che tutti i ragazzi vorrebbero essere.

Con questi pensieri in mente tocco finalmente il suolo americano dopo 8 ore di volo, ripensando anche ad una battuta scherzosa di mio fratello prima della partenza “Allora vai a vedere il gorilla nella giungla?”. Gia`, anche questo e` un fatto importante. Forse e` meglio vederlo qui` che in Europa. Un conto e` vivere il fenomeno da lontano, di riflesso, un altro e` verificare di persona come gioca in casa, nel suo ambiente naturale.
E’ questione di pochi minuti, al controllo passaporti c’e` gia` il primo riscontro ai miei pensieri. Un poliziotto grande e grosso sulla mezza eta` controlla i documenti canticchiando incessantemente e facendo a tutti la domanda di rito “Qual’e` la sua destinazione?”. Quando tocca a me rispondo “Las Vegas” e lui “Vuoi tentare la fortuna al tavolo verde?” – “Veramente vado solo per vedere lo show di Elvis Presley”. Il poliziotto sgrana gli occhi e si illumina di un grande sorriso “Davvero? Fantastico! Io l’ho visto un paio di mesi fa qui al Madison Square Garden, e` stato straordinario! Mi piacerebbe poter venire con te!”. Mi restituisce subito il passaporto e con un altro sorriso mi congeda “Ti auguro buon divertimento… e saluta Elvis da parte mia!”
Ma come? In Italia quando parlo di Elvis mi guardano quasi come un animale raro, qui` sono appena arrivato e la prima persona che incontro gia` l’ha visto e gli si illuminano gli occhi solo a sentirlo nominare! Allora la sua popolarita` in Patria e` ancora piu` grande di quanto pensavo!

Sono le 23:30 locali quando finalmente salgo sul Greyhound con destinazione Las Vegas: mi aspettano tre giorni e tre notti di viaggio attraverso 11 Stati, con il cambio di 3 fusi orari e di 8 pullman fra una sosta e l’altra… circa 4000 kilometri mi separano ancora da Elvis!

Go by bus… and leave the driving to us – Viaggiate in pullman e lasciate a noi la guida – e` lo slogan pubblicitario della Greyhound… Peccato che in America, dove il treno e` un lusso, il Greyhound e` il mezzo pubblico piu` popolare, ovvero massimo della scomodita`, profumi poco invitanti e viaggiatori di ogni tipo, dall’alcolizzato al barbone, dal matto di turno allo stravagante piu` squinternato.
L’aria condizionata funziona ad intermittenza, caldo torrido di giorno e freddo polare di notte; il comfort del sedile e` perfetto per bambini e adulti di altezza inferiore al metro e cinquanta (proprio nel Paese dove la popolazione misura mediamente 200 x 200). Ogni due ore di viaggio mezz’ora di sosta in stazioni di servizio dello stesso livello qualitativo degli automezzi.
Insomma, per meritare il paradiso dovevo ancora scontare un po` di purgatorio!

las-vegas

All’alba dell’8 agosto il Greyhound passa il confine fra l’Arizona e il Nevada. Il panorama del deserto non offre altro che i cartelloni pubblicitari che fiancheggiano l’autostrada.
Sono abbruttito dal sonno e dalla fatica di un viaggio interminabile, ma quei cartelloni mi danno un sussulto da farmi svegliare improvvisamente e completamente. Ne conto una cinquantina a intervalli regolari da entrambi i lati della strada. Immaginatevi la copertina del singolo Burning Love in formato gigante e la scritta

Now!
from August 4th through Labour Day
ELVIS IN PERSON
At The Hilton Hotel
Las Vegas

Ci siamo! Maometto sta per arrivare alla montagna! Ora comincio veramente a sentire la meta vicina. Il sogno di tanti anni sta per diventare realta`. Pochi minuti dopo all’orizzonte si intravvede la periferia di una citta`. Alle 10 in punto – finalmente – il bus entra a Las Vegas!