Ken Sharp
Jet Fighter (2009)
L’autore, con questa opera dedicata al miglior periodo dell’attività live di Elvis, mette assieme una panoramica di bellissime fotografie, in un libro con copertina rigida ed in carta lucida.
Sharp presenta questo periodo della carriera di Elvis in una sorta di racconto orale con sporadici commenti di musicisti, fans, amici e giornalisti. L’autore riesce a trasmettere le sensazioni del momento e per gli appassionati di libri con Elvis come protagonista, questo dovrebbe piacere senza dubbio.
Non mancano, però, diverse pecche, a mio modesto parere.

Lascia un po’ perplessa la mancanza di citazione riguardante la fonte, ad esempio, delle dichiarazioni di Jerry Schilling a pagina 181, che è tratta pari pari dal libro del 2007 “Me and A Guy Named Elvis”…
Un altro punto debole è la mancanza di foto riguardanti le prove del luglio 1969 negli studi della RCA, quelle che prepararono alla nuovissima grande stagione all’International Hotel: in un libro dedicato a quel periodo, queste, a mio parere, dovevano essere presenti ed in “circolazione”, ce ne sono parecchie di candids…

Un altro errore è quello riguardante Scotty Moore e DJ Fontana: l’autore, a pagina 36, afferma che Elvis avrebbe cercato i due amici di vecchia data per questo rientro alle scene ma i due rifiutarono l’offerta. In realtà, l’offerta fatta ai due musicisti dal management di Elvis era stata volutamente bassa, tanto che Scotty e DJ la declinarono. Lo stesso Scotty Moore, sempre a pagina 36, afferma che… “…fummo contattati da Tom Diskin e ci vennero offerti, per 5 settimane a Las Vegas che includevano prove e concerti, 500 dollari ciascuno alla settimana. Dal punto di vista economico era un’offerta che rifiutammo. Essa fu bassa perché il management cercava nuovi musicisti”.
Tornando al libro, non mi piace nemmeno la lista degli spettacoli per come è scritta in quanto è semplicemente ridondante e dovrebbe essere rifatta.

Comunque le foto presenti in queste 208 pagine meritano di essere viste; sarò senza dubbio stato pignolo nel citare i difetti del libro ma… quale opera non ne ha?
Fra i tanti bidoni editoriali, questo, non lo è.
Oltre all’autore, però, il merito va ad un Elvis che in forma così non lo era mai stato: anche se non sono una femminuccia, vederlo on stage nell’agosto di quell’anno, è un piacere per gli occhi e, se magari sfogliando il libro, inseriamo un CD come “Elvis at the International”, eccoci proiettati in un altro pianeta: quellodella Musica, con la EMME maiuscola !
