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CHARRO!, 1969

(Un Uomo Chiamato Charro, 1971)

TRAMA:
Jess Wade, detto “Charro”, arriva in un paesino messicano sul confine in seguito a un messaggio di richiesta di aiuto inviatogli dalla sua ex-fiamma Tracey, ma qui giunto scopre che si trattava di un trucco e ad accoglierlo vi sono invece Vince Hackett, suo vecchio compagno di scorrerie, lo squinternato fratello di questi, Billy Roy, ed alcuni uomini della banda.
Raggiunto il resto dei banditi, in mezzo alle montagne, Vince gli spiega d’aver rubato lo storico “cannone della vittoria” che sparò l’ultimo colpo contro Massimiliano d’Austria, segnando così la liberazione del Messico, allo scopo di chiedere un riscatto ma aggiunge anche che ha messo in circolazione un falso avviso di taglia nel quale Charro risulta essere un membro della banda che ha rubato il cannone ed è riconoscibile per una ferita al collo.
Per rendere veritiero ravviso Vince procura la ferita a Charro con un ferro rovente e poi lo abbandona, appiedato, al suo destino.
Ripresosi, Charro riesce a catturare e a domare un cavallo selvaggio col quale raggiunge il paese di Rio Seco, in territorio americano, dove lo sceriffo, il suo amico Dan Ramsey, è al corrente della taglia che pende sul suo capo ma che crede nella sua innocenza.
Qui Charro incontra Tracey, abbandonata un anno prima, e i due si baciano ma è troppo presto perché i contrasti fra loro si possano risolvere.
Nel saloon, di proprietà della donna, Charro ha uno scontro con Billy Roy, giunto nel frattempo in paese per divertirsi, il quale ha la peggio ma riesce a ferire lo sceriffo.
Curato, ma impossibilitato a muoversi, lo sceriffo fa giurare Charro e lo nomina vice-sceriffo.
Messo Billy Roy in prigione, Charro si prepara ad attendere l’arrivo di Vince il quale, accampato poco lontano, la mattina dopo scopre l’assenza del fratello e si reca in paese a cercarlo.
I due ex amici si affrontano e Vince dà tempo fino al tramonto per la liberazione del fratello ma in quel mentre arriva in paese una pattuglia di soldati messicani alla ricerca del cannone e del bandito che l’ha rubato; per evitare di essere riconosciuto Charro minaccia di uccidere Billy Roy per costringere Vince a portare su una falsa pista i militari, cosa che egli fa conducendo i soldati verso un agguato nel quale la banda annienta la pattuglia con due colpi di cannone.
Al tramonto, Vince si incontra nuovamente con Charro per cercare di liberare il fratello mentre la sua banda comincia a cannoneggiare il paese.
Lo sceriffo rimane ucciso e la moglie, sconvolta, denuncia Charro come I complice della banda mostrando agli abitanti l’avviso di taglia che lo riguarda, e che lo sceriffo non aveva esposto.
Per evitare ulteriori guai i paesani chiedono di liberare Billy Roy e di rimandarlo dal fratello ma Charro si rifiuta e, preso con sé il prigioniero,si allontana dal paese.
È notte, Vince continua a prendere a cannonate il paese ma si sente chiamare da Billy Roy, che Charro ha portato vicino alloro campo, legato a un piccolo albero, e che ora tiene sotto tiro.
Visto il fratello in pericolo Vince cerca di trattare ma si scatena una sparatoria in seguito alla quale il cannone rotola giù per un pendio investendo a morte Billy Roy.
Vince si arrende e la mattina dopo Charro parte per riportare lui, che dovrà discolparlo, e il cannone in Messico, promettendo a Tracey che la manderà a chiamare.

CREDITS

Produzione: Charles Marquis Warren
Produttore esecutivo: Harry A. Caplan
Produttore associato: Dink Templeton
Regia: Charles Marquis Warren
Sceneggiatura: Charles Marquis Warren su una storia di Frederic Louis Fox
Fotografia: ElIsworth Fredericks
Effetti speciali: George (Bud) Thompson, Woodrow Ward, Robert Beck
Scenografia: James Sullivan
Assistente regia: Dink Templeton
Costumi: Bob Fuca e Villet B. Martin
Trucco: William Reynolds e Gene Bartlett
Arredamento: Charles Thompson
Musica: Hugo Montenegro
Autori canzoni: Davis/Strange, Owens
Supervisione montaggio: AI Clark

CAST

Elvis Presley: Jess Wade
Ina Balin: Tracey Winters
Victor French: Vince Hackett
Barbara Werle: Sara Ramsey
Solomon Sturges: Billy Roy Hackett
Lynn Kellog: Marcie
James Sikking: Gunner
Paul Brinegar: Opie Keetch
Harry Landers: Heff
Tony Young: Tenente Rivera
James Almanzar: Sceriffo Dan Ramsey
Charles H.Gray: Mody
John Pickard: Jerome Selby
Garry Walberg: Martin Tilford
Duane Grey: Gabe
Rodd Redwing: Lige
J.Edward McKinley: Henry Carter
Robert Luster: Will Joslyn
Christa Lang: Christa
Robert Karnes: Barman (Harvey)
Charlie Hodge: Peone messicano

CRITICA

«Il film non ha distinzioni drammatiche»
(Film-TV Daily).

«(Uno) sforzo minore. (Elvis) bighellona in un ruolo tedioso che avrebbe fatto arrabbiare ogni serio attore»
(Variety).

«(Il film) non si stacca dall' abusato clichè del western di tutto riposo e possiede un solo brano di vivo risalto, la cattura di un cavallo selvaggio»
(Corriere della Sera, 13 febbraio 1971).

TRIVIA

- Il film incassò 1,5 milioni di dollari.

- La prima visione nazionale avvenne il 13 marzo 1969.

- Le fotografie principali iniziarono il 22 luglio 1968 vicino all'Apache Junction, Arizona. La maggior parte delle riprese furono girate nei Monti Superstizione e gli interni negli studi della MGM a Culver City. Le riprese continuarono per tutto il mese di agosto.

- L'albergo di Elvis era il Superstition Inn, Phoenix.

- Fu l'unico film nel quale Elvis apparve "barbuto" e nel quale non cantò alcuna canzone, a parte “Charro”, nei titoli di testa.

- L'attrice Lynn Kellogg era qui al suo debutto cinematografico; in precedenza aveva partecipato al musical di Broadway “Hair”.

- Hugo Montenegro, autore dello "score" del film, nell' aprile 1968 ebbe un grande successo di classifica col tema da “Il buono il brutto il cattivo”.

- All'epoca della programmazione italiana, inizio 1971, aveva avuto grande successo il film “Un uomo chiamato Cavallo”, pertanto i distributori pensarono bene di seguire l'onda con un titolo simile cosa che, del resto, avvenne anche per altri western dello stesso periodo (“Un uomo chiamato Apocalisse Joe”, “Un uomo chiamato Dakota”, “Un uomo chiamato Volpe Bianca”).

- Ina BALIN (1937-1990) attrice americana con esperienze teatrali interpretò, tra l'altro, “Frenesia del delitto” (1959), “Orchidea nera” (1959), “I comancheros” (1962), “Jerry 8 e ¾” (1964), “La più grande storia mai raccontata” (1965), “The Projectionist” (1971), “The Don Is Dead” (1973).

- Solomon STURGES, figlio del regista-sceneggiatore Preston Sturges, era qui al suo debutto che, però, non ebbe seguito.

- Paul BRINEGAR (1925) caratterista popolare negli USA per la partecipazione al serial TV “The Life And Legend Of Wyatt Earp” (1956-1958) e “Rawhide” (1959-1966), quest'ultimo con Clint Eastwood tra gli interpreti. Alcuni suoi film furono “La città prigioniera” (1952), “La bestia umana” (1954), “Lo straniero senza nome” (1973), “Maverick” (1994).

- Charles Marquis WARREN (1917-1990) creatore e produttore esecutivo di noti serials TV quali “Gunsmoke”, “Rawhide” (1959-1966), “The Virginian” (1962-1970), ebbe pochi film all'attivo, tra i quali “Little Big Horn” (1951), “Hellgate, il grande inferno” (1952), “La faccia insanguinata” (1953), “Contrabbando a Tangeri” (1954), “I sette ribelli” (1955), “La banda della frusta nera” (1956).