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Rough Cut Diamonds

I due volumi denominati “Rough cut diamonds” altrettanti LP davvero al top, per quanto riguarda i bootlegs di Elvis: entrambi hanno un bellissimo artwork, un suono eccellente tanto da far pensare, ad un ignaro ascoltatore, che siano emissioni ufficiali.
Questi due 33 giri includono undubbed rough mixes tratti da acetato di incisioni risalenti al giugno e settembre 1970 e maggio 1971, tutte registrate a Nashville, nello Studio B della RCA. Senza dubbio un acetato non è il massimo delle fonti dalle quali estrapolare delle canzoni: qualche pezzo suona un pochino “piatto” ed alcuni suoni sono leggermente distorti ma ricordiamoci che questi acetati non erano certamente stati prodotti per un ascolto al grosso pubblico e che queste incisioni sono l’unica fonte dalla quale poter ascoltare simili versioni che, fino ad allora, erano inedite.
Ogni LP ha una bellissima foto in copertina ed il materiale della cover stessa è di ottima fattura; il volome 1 ha una foto in bianco e nero sul retro e delle interessanti note descrittive riguardanti la recording session del giugno 1970, comprese informazioni su ogni traccia inclusa.
Il secondo volume riporta due immagini a colori sulla back cover, una delle quali scatatta all’interno dello studio di Nashville; anche qui, le canzoni sono ben descritte una ad una.
Sul volume 1 non c’è scritto nessuna data mentre nel secondo leggiamo “1984″ anche se mi risulta sia stato pubblicato nel marzo 1985 (il primo nel luglio 1984).

Rough Cut Diamonds-Volume 1

Lato 1.
“I’ll never know” ha ii count-in mentre “Just pretend” viene identificata come terza take dalle parole che si sentono prima del brano.
“Life” riporta anch’essa il count-in mentre “When I’m over you” suona meglio se paragonata alle precedenti canzoni.
Senza dilungarmi nelle altre canzoni, segnalo “This is our dance” che, essendo senza sovraincisioni, è praticamente in duetto con Charlie Hodge il quale non è certamente dotato di una bella voce… Questa versione ricorda un po’ “I will be home again” dove si udiva distintamente il coro di Charlie.

Lato 2:
da segnalare “I Washed My Hands in Muddy Water” che non è ben bilanciata per quanto riguarda la batteria ed il basso che risaltano molto, a scapito dell’armonica, della chitarra e del pianoforte; mio sembra che anche la velocità stessa della canzone sia accellerata. Si notano molto i clicks dell’acetato quando la canzone sfuma.
“Snowbird” senza sovraincisioni è molto godibile mentre “Stranger in the crowd” è un po’ piatta ma, senza l’orchestrazione poi sovraincisa, risulta abbastanza differente.
In “Patch it up” si sente il count-in e gode di un buon mixaggio che, fino ad allora, non si era ancora ascoltato (terribile quello del singolo!); peccato siano presenti alcuni disturbi dell’acetato dalla quale proviene.
“It Ain’t No Big Thing (But It’s Growing)” è la canzone peggiore dal punto di vista adutio in quanto non bilanciata a dovere e con molti disturbi (non si sente l’armonica, fondamentale in questo pezzo, e nemmeno chitarra elettrica e pianoforte). Inoltre, amio avviso, è accellerata.
Anche “Cindy, Cindy” è mal bilanciata, senza chitarra elettrica ma con i corni in evidenza e velocità maggiore rispetto a quella normale.

LATO A:
1. I’ll never know
2. Just pretend
3. Life
4. When I’m over you
5. Make the world go away
6. Funny how time slips away
7. This is our dance

LATO B:
1. I washed my hands in muddy water
2. Snowbird
3. Stranger in the crowd
4. Patch it up
5. It ain’t no big thing (but it’s growing)
6. Cindy, Cindy
7. Where did they go Lord

Rough Cut Diamonds-Volume 2

Lato 1:
Da segnalare un’eco strana in “If I were you” anche se il mixaggio è ottimo: il pianoforte è un po’ troppo in sottofondo e ci sono un po’ di disturbi presenti, a voler essere pignoli.
In “Help Me Make it Through the Night” mancano le prime parole; l’acetato è ben bilaciato anche se la canzone è un pochino accellerata.
In “Until it’s time for you to go” è presente il count-in mentre in “We can make the morning” non si sentono i coristi ma ascoltiamo le corde e questo particolare mette in risalto la voce di Elvis che, in questa canzone, ci mette abbastanza enfasi.
Infine segnalo “Heart of Rome” che è un pochino accellerata, senza corde e corni.

Lato 2:
In “It’s your baby, you rock it” abbiamo il count-in e risluta non ben bilanciata con la splendida chitarra di James Burton che si ode poco, così come l’armonica.
Molto bella la undubbed “Mary in the morning” dove le sovraincisioni imprigionavano un poco la voce di Elvis anche se la adornavano di una splendida atmosfera: questa versione “nuda” risulta molto differente dal master conosciuto.
Il pezzo forte del disco è il duetto con Temple Riser e Ginger Holladay di “The first time ever I saw your face”, una chicca ancora inedita a livello ufficiale ai nostri giorni!

LATO A:
1. If I were you
2. Help me make it through the night
3. Until it’s time for you to go
4. It’s only love
5. We can make the morning
6. Heart of Rome

LATO B:
1. It’s your baby, you rock it
2. Mary in the morning
3. Rags to riches
4. The sound of your cry
5. The first time ever I saw your face
6. You don’t have to say you love me [duetto con Temple Riser e Ginger Holladay]

Tirando le somme, si tratta di due LP rari che sono caldamente raccomandati se consideriamo la qualità del package e la resa sonora (prima sono stato un po’ spietato ma ho semplicemente descritto quello che ascolto dai dischi).