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Vegas Memories

Vegas Memories – Considerazioni 2014

Nelle memorie che avete appena letto ho solo accennato alla voce di Elvis riservandomi di parlarne successivamente, discorso poi non ripreso.
È quindi opportuno che vi parli ora di questo importantissimo aspetto.
Ci sono un paio di cose assolutamente inspiegabili in merito a Elvis:
fisicamente, in 9 foto su 10 appare con gli occhi scuri mentre in realtà erano azzurri;
vocalmente, NON ESISTE DISCO CHE RENDA GIUSTIZIA ALLA VERA VOCE DI ELVIS.
Questa fu la scoperta più strabiliante che feci a Las Vegas, e questo indipendentemente dalla perfetta acustica dello showroom dell’Hilton e dall’amplificazione con mezzi tecnici di primissima qualità.
Sui dischi ci sono alcuni acuti (per esempio in “Surrender”) dove Elvis sembra arrivare al limite delle sue possibilità vocali o altri (come “American Trilogy”) dove l’acuto finale viene “aiutato” dal coro che lo copre completamente.
Ecco, quì stava la magia della sua voce dal vivo: Elvis cantava note altissime facendo percepire chiaramente di avere ancora una notevole riserva vocale e nell’acuto finale di “Trilogy” la sua voce copriva abbondantemente le nove voci del coro e i 30 elementi dell’orchestra. In brani come “You’ve Lost That Loving Feeling” e “Bridge Over Troubled Water” nei passaggi più forti sentivi vibrare le pareti dello showroom.
Avete presente la potenza di Tom Jones dei tempi d’oro? Ecco, Elvis era ancora qualcosa in più!
Proprio con “Bridge OverTroubled Water” una sera fece qualcosa di incredibile. Sbagliò un paio di volte ad “entrare”. Per un paio di volte fece fermare l’orchestra, chiese scusa al pubblico e poi disse “Ora vi prometto che non sbaglierò più e la canterò come si deve”.
Fece segno a Joe Guercio di alzare la tonalità. Cominciò quindi la prima strofa con la tonalità che solitamente usava alla terza e andò in crescendo. Il finale fu qualcosa di indescrivibile; da far crollare il soffitto del teatro!
Della mia meravigliosa esperienza mi rimane un unico grande rimpianto: quello di non essere riuscito ad incontrarlo personalmente. Penso allora a tutti i fans che non sono riusciti a vederlo neppure una volta dal vivo mentre io ho potuto vedere ben 20 concerti e, grazie al carissimo Emilio Muscelli, a distanza molto ravvicinata.
Mi considero quindi un privilegiato estremamente fortunato.
Quello che non ho potuto avere da Elvis in compenso l’ho avuto – e con gli interessi – dal mio secondo artista preferito dopo Elvis, Harry Belafonte… ma questa è un’altra storia che l’amico Bruno ben conosce.

elvisly-yours