Fans Club Riconosciuto ufficialmente dalla ELVIS PRESLEY ENTERPRISES

The 1969 comeback

Subito dopo il grande successo del “68 Comeback Special”, il Colonnello Parker organizzò un incontro a casa di Elvis: voleva discutere di un offerta da un nuovo albergo di Las Vegas che era in costruzione, l’International Hotel, che era stato progettato per far impallidire ogni altra costruzione della città, la piscina, il casinò e lo showroom sarebbero stati i più grandi mai visti.
Naturalmente l’International voleva per inaugurare la sala dei concerti la più grande delle star in circolazione…voleva Elvis per due ingaggi all’anno di quattro settimane ciascuno e due spettacoli a sera. Se avesse firmato il contratto in esclusiva con l’hotel, oltre all’ingaggio, avrebbe avuto tutte le spese ed il costo della band a carico dell’albergo.

“Che ne pensi?” domandò Parker.
Sapeva che il Elvis era riluttante dopo il 1956 ad esibirsi nuovamente a Las Vegas. Quando il cantante esitò, il Colonnello gli ricordò che le cose erano diverse adesso: era reduce dal trionfo dello “Special”, nei tredici anni che erano trascorsi dal disastroso debutto aveva conquistato milioni di nuovi fans, quelli più vecchi erano cresciuti e diventati più sofisticati ed in più aveva negoziato un contratto che dava molti vantaggi economici praticamente quattro volte superiore a qualsiasi altra star che si fosse mai esibita a Las Vegas.
Il contratto fu redatto durante un pranzo al “Flamingo” con il presidente dell’”International”, Alex Shoofey; appena Parker ed Alex trovarono l’accordo, il Colonnello scarabocchiò alcuni punti importanti sulla tovaglia bianca tra i quali il fatto che se Shoofey avesse lasciato l’hotel, il contratto sarebbe stato rinegoziato, come accadde nel 1971, quando Kirk Kerkorian proprietario dell’albergo lo vendette a Baron Hilton della catena “Hilton”.
Il Colonnello, che aveva salvato la tovaglia, fece un nuovo contratto con Lewin.
Tornando al 1969, Shoofey voleva Elvis per il debutto ma qui Parker fu ben felice di lasciare alla Streisand l’onore ben sapendo dei problemi di illuminazione e sound a cui va incontro un artista quando inaugura una nuova sala e dei quali anche la “divina” Barbra non fu immune.
Il 31 luglio del 1969 fece il suo primo concerto dal vivo dopo oltre otto anni, cambiando i suoi pantaloni e la sua giacca di pelle nera con una rielaborazione fantasia del kimono del karate, disegnato da Bill Belew che aveva fatto il guardaroba anche per il “Come back”;ad Elvis piacevano molto i costumi e se ne fece fare alcuni di diversi colori.
I primi due giorni cantò in maniera molto dura e “seria”, poi a poco a poco, incominciò a sciogliersi e a rilassarsi, inserendo nello show alcune mosse di karate.

Una sera si accovacciò molto in basso con la gamba sinistra per poter tirare un calcio con quella destra quando, improvvisamente, si sentì un sinistro rumore di strappo: Elvis si era strappato i pantaloni… Molto raramente indossava biancheria intima, quindi si alzò immediatamente interrompendo “Suspicious Minds” e proteggendosi il sedere con la mano disse, mostrandosi divertito:
“Dovete scusarmi qualche momento gente, ma ho appena rotto i miei calzoni…”
Il pubblico rideva ed applaudiva. Appena Elvis uscì di scena, uno dei ragazzi corse nel suo camerino per prendere un altro paio di pantaloni, mentre gli altri facevano cerchio intorno a lui per fare da scudo e permettergli di cambiarsi… In meno di un minuto, Elvis era di nuovo in scena.
Molte celebrità come Juliet Prowse, Xavier Cugat, Sammy Davis Jr, Wayne Newton, George Hamilton, furono invitati a questo opening… Praticamente tutti quelli che si stavano esibendo a Las Vegas erano lì. Alcuni c’erano solo per lo spettacolo perchè poi avevano a loro volta impegni, molti invece erano andati dietro le quinte per congratularsi e godere del ricco buffet offerto.
Cary Grant fu così toccato dall’esibizione di Elvis che aveva le lacrime agli occhi, Sammy Davis gli ha dato un grande abbraccio e congratulandosi gli disse che era stato meraviglioso…
Elvis rimase incredibilmente felice del loro entusiasmo.
Nel suo primo ingaggio, il cantante stracciò tutti i records di presenze, recuperando i soldi del suo cachet solo con l’incasso dei biglietti venduti, senza contare le entrate che contribuì a fare nei tavoli da gioco.
Elvis fu molto sorpreso dall’entusiasmo e dall’isteria della gente nei suoi confronti. Il Colonnello, qua, aveva fatto anche lui un ottimo lavoro, aveva lavorato in ogni angolo immaginabile per promuovere lo spettacolo tra cui alcune cose che nessuno aveva mai pensato: cartelloni, giornali,pubblicità, spot alla radio, una massiccia campagna di merchandising altamente organizzata ed orchestrata da lui stesso…
“Elvis, tu sei la stella ed io quello che devo fare è far sapere a tutti che sei qua”.
Per un mese intero prima dell’ingaggio, l’immagine con la data d’apertura campeggiava su duecento cartelloni pubblicitari nella zona di Las Vegas e, appena la data si avvicinava, anche la zona vicina all’albergo veniva ricoperta di manifesti e poi c’erano spot televisivi e radiofonici mandati con grande frequenza.

“Ora, anche gli scoiattoli del deserto sanno che Elvis Presley è qua, ma tu sei l’unico che li può portare ai concerti”.
Come nei suoi uffici, anche anche la sua sede a Las Vegas era una specie di santuario del suo assistito, ogni centimetro di muro o di soffitto era ricoperto di foto o di ogni genere di merce di Elvis.
Pochi giorni prima di debuttare, Elvis, sentendo una canzone alla radio delle “Sweet Inspirations” (quartetto femminile che faceva da corista a gente del calibro di Aretha Franklin,Wilson Pickett ed altre leggende del R&B dell’”Atlantic Record”), chiese a Tom Diskin (l’assistente del colonnello) se poteva contattare il loro agente perchè le voleva con se. Fecero un accordo che prevedeva che quando non erano con lui, potevano fare i loro concerti.
Sylvia Shenwell, Estelle Brown, Cissy Houston (madre di Withney) e la splendida Myrna Smith, però, resteranno con Elvis fino alla sua morte.
Quando Cissy Houston lasciò il gruppo, fu sostituita da Ann William che però lasciò anche lei dopo pochi mesi.
Raramente Elvis ha visto la luce del giorno a Las Vegas, a causa dei concerti e i party che si susseguivano tutte le notti, però oso immaginare che sopratutto i primi anni siano stati anni anche di grande divertimento…

ELVIS THE KING OF VEGAS.