Fans Club Riconosciuto ufficialmente dalla ELVIS PRESLEY ENTERPRISES

Miss Linda Thompson – Allora e Adesso

Uno sguardo particolareggiato ad un amore vero degli anni ’70 nella vita di Elvis
di Andrew Rollason (Essential Elvis UK)

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Molto si è detto e scritto sulla fidanzata di Elvis, Linda Thompson, su come si incontrarono nel 1972 al Memphis Theatre, su quanto furono inseparabili nei successivi quattro anni e mezzo e sull’influenza positiva che lei ebbe su di lui. Nelle innumerevoli interviste lette, penso di non aver mai letto un solo particolare negativo su questa reginetta di bellezza del Sud. Quando finalmente l’ho incontrata, nel 2012, era proprio come l’avevo immaginata. Nonostante fosse un giorno pieno di impegni, prima all’Elvis Presley Memorial Trauma Center, dove rispose a molte domande da parte dei fans e dignitari locali, e poi al nostro evento (EE:UK) al Dolan Drive, lei fu il fascino in persona.

In entrambe gli eventi Linda si è trattenuta per ore, posando per le foto e rispondendo alle domande, colpendo i fans con il suo entusiasmo ed il suo amore nel ricordare Elvis. Sono riuscito a farle alcune domande durante un breve tragitto in macchina, organizzato dall’EE:UK, dal Dolan Drive al Peabody Hotel, in centro a Memphis, dove lei alloggiava. Ero eccitatissimo, come chiunque altro sarebbe stato nell’avere l’opportunità di poter fare una capatina nella vita di una delle donne più vicine ad Elvis. Ho deciso di condividere con i lettori questi aneddoti insieme ad alcune altre fra le molte interessanti storie di cui Linda ha raccontato negli anni.

Cresciuta a Memphis, Linda racconta i suoi ricordi d’infanzia come fan di Elvis.

«Effettivamente da bambina sono stata ai cancelli di Graceland. Ricordo che me ne stavo lì fuori con un calendario su cui volevo un autografo e lo zio Verter mi si avvicinò e disse “Carina, vuoi essere autografato questo?”, lo prese e, come mi disse, lo fece firmare da Elvis, ma potrebbe essere stata (ora che so come andavano queste cose) sua cugina Patsy, che a volte, se lui stava dormendo falsificava la sua firma, ma credo sia stato lui».

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Ho chiesto a Linda in quale ristorante di Memphis la portava di solito Elvis.

«Non siamo mai andati a mangiare fuori in quattro anni e mezzo. Solo una volta siamo andati alla steakhouse all’Hilton di Las Vegas, ma non siamo riusciti a finire il nostro pasto. C’era un gran caos».

Elvis ha mai provato ad uscire travestito?

«Beh no, non era una cosa che gli piacesse fare, diceva “Se venissi riconosciuto……loro si aspettano Elvis”».

Dici di aver conosciuto degli uomini interessanti nella tua vita, ma nessuno con una simile dualità come Elvis.

«Da un canto trasudava un’indomita sessualità, dall’altro era come un pio, piccolo ragazzo del coro. Noi due sostanzialmente siamo cresciuti allo stesso modo, spiritualmente. Spesso andavamo in un posto chiamato Self-Realization Park, in Sunset Boulevard, solo per meditare e metterci in contatto con l’Higher Being (l’Essere Supremo). Elvis indossava un crocifisso, una stella di David e un Ankh. La gente rideva e diceva “Sei un po’ confuso per caso?” e lui rispondeva “No. Non voglio perdere il Paradiso solo per un dettaglio tecnico”. Ho avuto l’impressione che in qualche modo avesse una doppia personalità a causa del suo gemello. Una delle cose più degne di nota, riguardo a Elvis, è che era una persona assolutamente paradossale. Sembrava l’incarnazione del diavolo e di un angelo appena sceso dal Paradiso allo stesso tempo.
A volte era così straordinariamente crudele, arrabbiato e fuori controllo, altre volte sembrava un angelo fin troppo buono per questa terra. Gli estremi opposti».

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Ho chiesto a Linda della loro relazione e se qualcuno dei ragazzi le avesse mai fatto delle avances mentre stava con Elvis.

«Oh no, stai scherzando, volevano poter avere dei bambini, loro! Sapevano più che bene che non dovevano provarci con la sua ragazza, ma lui ci aveva provato con le loro. Elvis a volte era uscito con le ragazze con cui loro avevano una relazione. Elvis era molto geloso ed io conoscevo il suo passato. Mi diceva “Sono uscito con quella ragazza” oppure “Quella ragazza ha detto che sono uscito con lei, ma non l’ho mai fatto”. Mi ha raccontato tutto di lui e Priscilla, Anita Wood, Ann Margret. Ha amato Ann Margret. Mi ha raccontato tutte quelle storie ed io gli ho detto “Vuoi sapere del mio ragazzo in collegio?” e lui mi ha risposto “Diamine no, non voglio sapere niente, fermati qua. Non vorrei mai avere in mente l’immagine di te con qualcun altro”.
Una volta mi disse che ero la ragazza dagli occhi marrone di cui parlava sua madre. Sentivo una responsabilità verso di lui ed anche verso il mondo. Sentivo che era qualcuno che il mondo amava, lo adoravo in modo indescrivibile, ma pensavo anche che tantissime altre persone lo amavano e quindi volevo occuparmi di lui anche per tutti loro. Provavo un istinto materno nei suoi confronti. Volevo occuparmi di lui anche per sua madre che era morta. Mi raccontava spesso di sua madre e si commuoveva facilmente».

Dopo aver lasciato Elvis, nel 1976, Linda iniziò una relazione, durata due anni e mezzo con David Briggs, tastierista di Elvis. Briggs si era unito alla band nella prima stagione Vegas del 1975, rimanendo per tutto il 1976. Quando Elvis scoprì che i due stavano insieme, durante il suo tour di febbraio 1977, una sera salì sul palco e si diresse dritto verso David, lo guardò fisso per qualche secondo poi staccò i cavi della sua tastiera elettrica e del piano, tipico di Elvis, poi si diresse verso Charlie per prendere la chitarra e partire con See See Rider. David lasciò la band dopo quel tour, se fosse stato ingaggiato o meno per quello successivo non si sa. La relazione di Linda con David Briggs fu quasi una sorta di terapia, che la aiutò a riuscire a dimenticare Elvis (se mai fosse possibile…..aggiungo io) e a tornare nel mondo reale.

«Frequentavo sempre le stesse persone perciò fu naturale che quando me ne andai, fui attratta da qualcuno che mi era stato vicino e con cui avevo condiviso molte cose. Entrambi avevamo in comune l’amore per Elvis. Entrambi lo amavamo molto e trovavamo triste vederlo auto distruggersi».

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Dopo più di quattro anni, passati ad essere solo la ragazza di Elvis, nel 1978 Linda torna alla sua carriera e diventa un personaggio fisso del Hee Haw Show (varietà televisivo americano di musica country e umorismo) a cui partecipò per quindici anni come Hee Haw Honey, recitando e cantando in parodie con celebrità country dell’epoca. Ebbe anche particine in diversi famosi shows televisivi dell’epoca, inclusi Starsky and Hutch, Fantasy Island e The Fall Guy, a cui per combinazione partecipò, per un certo periodo, anche Red West. Nel 1985 il suo talento come compositrice di canzoni si rivelò, quando fu co-autrice con Richard Marx di un brano per un album di Kenny Rogers. Dopo il divorzio dal famoso atleta Bruce Jenner, dal quale aveva avuto due figli, Brandon e Brody, Linda incontrò e più tardi sposò il produttore musicale nonché compositore David Foster. Con lui sviluppò le sue abilità di compositrice di canzoni, ottenendo grande successo, soprattutto con I Have Nothing, strepitoso successo mondiale di Whitney Houston.

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Quando la sua relazione con Elvis ebbe fine, nel novembre del 1976, Linda si lasciò parte della sua vita alle spalle, preferendo non parlare pubblicamente di Elvis. Quando nel 1981 fu contattata dal produttore del film per la TV, Elvis and the Beauty Queen, dichiarò di non voler essere coinvolta in quella faccenda. Le fu detto che la cosa sarebbe andata avanti con o senza il suo aiuto, per cui rendendosi conto di non aver altra scelta fu costretta ad accettare. Nonostante l’aiuto di Linda il risultato fu orrendo e poco aveva a che fare con la realtà.
Sebbene Linda, quando se ne presentava l’occasione, non fosse del tutto restia a parlare di Elvis, la cosa non accadde prima della sua partecipazione, nel 2002, al Larry King Show, alla CNN, durante il quale concesse la sua più sincera e significativa intervista.

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«Per molti anni ho evitato di farlo. Erano passati 33 anni dalla sua morte, quando mio fratello Sam mi propose di partecipare ad una crociera per incontrare i fans e rispondere alle loro domande. E’ stato grandioso secondo me che dopo così tanti anni le persone fossero ancora così interessate. Ora sento quasi l’obbligo di mantenere vivo il suo ricordo e incontrare persone così leali e fedeli».

Di recente Linda ha annunciato di aver finalmente iniziato a lavorare alla sua autobiografia, ma ha rivelato che solo alcuni capitoli si concentreranno sulla sua relazione con Elvis. Cosa assolutamente comprensibile, considerando che Linda ha avuto una carriera decisamente di successo non all’ombra di Elvis, a differenza della maggior parte delle altre persone.

«Sono sempre stata molto attenta a non sfruttare la nostra relazione o a trarne alcun vantaggio. Mi sono state offerte grosse cifre per scrivere un libro, subito dopo la sua morte, cosa che ho trovato decisamente di cattivo gusto. Non ho mai preso un penny. Ho rifiutato qualsiasi proposta. Non volevo essere quel genere di persona che trae vantaggio da una bella, tenera e sincera relazione. Era importante per me non essere uno di quei vampiri che gli spillavano soldi.
Tutti, anche suo zio, hanno scritto un libro su di lui, ma solo due donne hanno vissuto con lui, Priscilla ed io. Non conosci qualcuno se prima non ci hai vissuto assieme».

«Fin dalla morte di Elvis, molti amici stretti sono venuti fuori con varie considerazioni maturate negli ultimi anni, rivelando che Elvis sapeva che avrebbe avuto una vita breve, più in particolare Joe Esposito e Kathy Westmoreland, che affermano che, prima di uno dei suoi ultimi spettacoli, Elvis abbia detto “Sembrerò grasso in questo vestito stretto, ma avrò un bell’aspetto nella bara”. Il senno di poi è una cosa fantastica, ma per quanto riguarda Linda, lei certe cose le ha viste in modo un tantino diverso».

»Lui voleva vivere per diventare vecchio. Voleva vedere Lisa avere dei figli e voleva vedere i suoi nipoti. Non aveva idea che sarebbe morto così giovane».

«Nonostante Elvis fosse sempre stato circondato da moltissimi amici e dalla famiglia e adorato da milioni di fans, nei suoi ultimi anni provava un crescente senso di solitudine».

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«Gli chiedevo perché fosse così triste, quando provava quell’intensa solitudine nel suo cuore che pervadeva la sua vita. Gli dicevo che c’era così tanta gente che lo amava e lui mi rispondeva “Ma è un amore impersonale. Loro non mi conoscono. Mi guardano solo. Amano quello che faccio, il fatto che canto, che mi muovo in quel dato modo, ma loro non conoscono il mio cuore e non conoscono la mia anima”. Credo sia una delle ragioni per cui Elvis si sentisse così solo in quel periodo, si rendeva conto che se anche loro ci tenevano così tanto a lui, comunque avevano perso di vista il suo lato umano. Era depresso perché sentiva che la gente non lo amava per la persona semplice che era. Dimenticavano che era una persona normale con sentimenti come tutti noi. Era un animo buono, ma era anche un individuo che aveva dei difetti ed era anche un tantino auto distruttivo».

È più che ovvio che Elvis condividesse con Linda i suoi pensieri più intimi, le sue insicurezze e la sua crescente delusione per la super star mondiale che era diventato. Indubbiamente attraverso questa conversazione ci si rende conto che Elvis era un uomo molto complesso e con carenza d’amore. Comprensione e devozione da parte di Linda per lui erano abbastanza.
Un uomo che ha dato moltissimo al mondo, ma che aveva bisogno di riceverne altrettanto.

Traduzione di Valeria Giannotta.