Fans Club Riconosciuto ufficialmente dalla ELVIS PRESLEY ENTERPRISES
Elvis, un grande filantropo

March Of Dimes

Da Essential Elvis – The Elvis Mag

di Aaron J. Spicer (Essential Elvis UK)

Traduzione di Valeria Giannotta

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“Hey kids, could I talk to you for about thirty seconds?”
“Ehi bambini, potrei parlarvi per circa trenta secondi?”

Se riconoscete l’inizio dello spot radiofonico di Elvis, del gennaio 1957, allora conoscete già il suo supporto all’ente benefico March of Dimes (il Dime è la monetina da 10 cent). L’entità e la sincerità del suo coinvolgimento, comunque, sono meno noti. Elvis prosegue dicendo che “80.000 vittime della polio hanno bisogno di aiuto. Alcuni di loro sono paralizzati, tanto da non poter nemmeno muovere un dito…..unitevi alla March of Dimes 1957. Date ogni dime e dollaro a questa causa.”
Nel 2013 l’organizzazione ha celebrato i suoi 75 anni, per l’occasione è stato ricordato il contributo di uno dei suoi più grandi sostenitori.

La Polio, o Poliomielite, era una grave e virale malattia infettiva che causava la paralisi. L’attivo coinvolgimento di Elvis nella March of Dimes iniziò dopo che il Dr. Jonas Salk ebbe sviluppato un vaccino, nella metà degli anni ’50. In origine chiamata The National Foundation for Infantile Paralysis (Fondazione Nazionale per la Paralisi Infantile), fu fondata dal Presidente Franklin Delano Roosevelt nel 1938 con lo scopo di debellare la polio negli Stati Uniti. Fu l’attore di varietà Eddie Cantor a coniare la frase “March of Dimes” e gli ascoltatori radiofonici, dovunque nella nazione, vennero esortati ad inviare i loro “dimes” alla Casa Bianca.

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Mentre era in città per l’Ed Sullivan Show del 28 ottobre 1956, la sua seconda apparizione allo show, Elvis fu fotografato mentre riceveva la sua dose di vaccino antipolio dal Dr. Harold Fuerst, membro della commissione New York City Health, coadiuvato da Leona Baumgartber. Elvis aveva accettato di sostenere gli impegni pubblicitari per “The March of Dimes Teens Against Polio” (March of Dimes Contro la Polio nell’Adolescenza) e ci sono molte sue foto in compagnia di ragazzi affetti da polio nel periodo dal 1956 al 1959. Joanne Wilson fu la poster girl (poster child/girl/boy: bambino/bambina/ragazza/ragazzo la cui foto è usata da un ente benefico o umanitario nella sua pubblicità) dal 1953 al 1959, aveva contratto la polio nell’estate del 1952 a soli 18 mesi. Joanne ricorda il suo incontro con Elvis, nel gennaio 1957 al Warwick Hotel di New York, poco prima della sua terza apparizione all’Ed Sullivan Show.
“Non volevo baciarlo!!! Ovviamente non ho proferito parola e avevo le ciglia aggrottate quando fu scattata la foto. C’è una foto di noi due che lecchiamo un lecca lecca.”

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I genitori di Joanne non erano fans di Elvis, ma rimasero entrambi colpiti e sorpresi dall’interesse di Elvis verso la causa.
“Elvis trascorse più di un’ora con loro. Dissero che era il personaggio famoso più gentile che avessero mai incontrato.” Ricordava Joanne.
A differenza delle altre celebrità lui era realmente coinvolto nella campagna: “I miei genitori erano sorpresi di quanto fosse meraviglioso con loro. Le altre star arrivavano per la foto e scappavano appena possibile. Lui sembrava molto interessato al mio stato di salute e faceva domande sugli interventi che avevo fatto e su come sarebbe stato il mio futuro.”
Apparsa all’Ed Sullivan Show un paio di volte, Joanne posò anche con Eleonora Roosevelt, il Dr Salk, Jack Benny e Eddie Fisher. La sua foto con Elvis fu l’ultima nel periodo in cui andava a scuola, i suoi genitori non volevano che perdesse le lezioni.

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Anche Mary Kosloski, una bambina di 8 anni anch’essa affetta dalla polio, si godette le attenzioni del King quando, nel 1958, posò con lui ai piedi della scala, nell’ingresso di Graceland, in occasione del compleanno di Elvis. I due erano circondati da numerosi panda e orsacchiotti di peluche, che Elvis avrebbe inviato per un asta durante un’imminente sottoscrizione per la March of Dimes.
Mary ha avuto la fortuna di tornare a Graceland di recente e ricreare la foto. Ha riconosciuto immediatamente il luogo della sua famosa foto di 55 anni prima e ricordava perfettamente la scalinata ed il divano bianco del soggiorno.
Di Elvis ha detto “Era così delizioso e buono con i ragazzi. Elvis aveva gli occhi più belli che io abbia mai visto in tutta la mia vita.”
Mary ha apprezzato la generosità di Elvis nel dedicare così tanto tempo alla carità. Ci sono almeno venti foto di Elvis con le vittime della polio negli archivi della March of Dimes.

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I collezionisti saranno interessati al fatto che l’intervista di Elvis per lo spot radiofonico del gennaio 1957 fu incisa su uno speciale LP 16” 1957: Remember Me! March of Dimes Galaxy of Star.
È ora un articolo assai richiesto, stampato all’epoca solo per la stazione radio; i pochi in circolazione sono quotati oltre $ 8.000.
Elvis rispondeva alle domande di un copione preparato in precedenza, che permetteva ai disc jockey di mandare in onda l’intervista inserendo le domande in modo da dare l’impressione che Elvis fosse in studio con loro. Love Me Tender fu il contributo musicale di Elvis nell’album al quale parteciparono anche Guy Mitchell e Andy Williams insieme ad altri. Elvis ricordava agli ascoltatori che il vaccino Salk non poteva aiutare chi era già affetto dalla polio e spronava le persone ad inviare i loro dimes.

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Il lavoro di Elvis per le vittime della polio continuò fino alla fine degli anni ’50 e oltre in quanto, mentre era in Germania donò una giacca autografata, indossata in King Creole, all’ente benefico e anche lì fu fotografato, con il poster boy, Robert Stephen Marquette, a Francoforte il 18 gennaio 1959.
Nel 1964 Elvis acquistò lo yacht personale di Franklin D. Roosevelt, il Potomac, per la somma di $ 55.000 e lo donò per la March of Dimes, il che era perfetto, in quanto Franklin D. Roosevelt, vittima della polio, aveva fondato l’organizzazione. Sfortunatamente il dono fu rifiutato perché sarebbe stato troppo costoso da mantenere e così Elvis finì per regalarlo al St. Jude’s Children’s Research Hospital di Memphis.

march-of-dimes-7Quando la polio fu sconfitta, ci fu meno bisogno di nomi importanti come quello di Elvis e l’organizzazione cominciò ad interessarsi della lotta contro i difetti della nascita.
Il lavoro di beneficenza di Elvis, ovviamente, continuò per tutta la sua vita e non fu da meno la trasmissione televisiva Aloha from Hawaii, grazie alla quale Elvis raccolse $ 75.000 per la ricerca sul cancro.
Le sue donazioni benefiche annuali nell’area di Memphis indussero il sindaco di Memphis, William Ingram, assieme al Governatore del Tennessee, a proclamare il 29 ottobre 1967 Elvis Presley Day, nella città di Memphis e nello Stato del Tennessee.
Come innovatore e pioniere lui stesso, Elvis aveva apprezzato i risultati della March of Dimes, essendo la prima unità nazionale su vasta scala, guidata da un’organizzazione benefica, per risolvere un problema biomedico.
Prima della scoperta dei vaccini anti polio, negli Stati Uniti 50.000 persone ogni anno contraevano la malattia, mentre ora quasi tutti i bambini ricevono il vaccino Salk, non c’è stato nessun nuovo caso di malattia nell’emisfero occidentale dal 1991.
Elvis ed i suoi fans possono essere orgogliosi del suo contributo all’eradicazione dell’invalidante e potenzialmente mortale virus, che colpì anche migliaia di persone in Gran Bretagna.

L’ultima parola a Elvis:
“This is Elvis Presley again. Don’t forget folks, give a break to a polio sufferer. The need is urgent. Join the 1957 March of Dimes. Thanks.”
“Sono ancora Elvis Presley. Non dimenticate gente, concedete una pausa a chi soffre di polio. C’è urgente necessità. Unitevi alla March of Dimes 1957. Grazie.”