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Il mio ultimo concerto

26 giugno 1977 Indianapolis


I giorni precedenti a quello che sarà il mio ultimo concerto, feci di tutto per non apparire così appesantito, però questa volta non è stato così “relativamente” facile come sempre ho cercato di fare negli ultimi tre o quattro anni.
I problemi di peso mi hanno assillato per tutta la vita. Ricordo il periodo del mio film Blue Hawaii: facevo le diete più disastrose arrivando a bere aceto puro per perdere peso e non mi rendevo conto che non era questo il modo migliore per mantenersi in forma ma sapete, quando si è molto giovani, a queste cose non ci si crede anzi: si è convinti che la salute sia una cosa che ci aspetta di diritto (vista l’età).. Ma non è così.
Lo so ora, con il senno di poi, che  avrei dovuto limitarmi con i cibi ipercalorici e condurre una vita più sana ma talvolta il cibo diventa un rifugio dalla depressione.
Cambiare? Ma come facevo? La mia vita è stata tutta un corsa tutta rivolta a mantenere uno “status” che ormai era diventato la mia condanna. Parker mi spronava  a fare più soldi, lui che con il vizio del gioco… I soldi non gli bastavano mai, le persone che mi circondavano da sempre avevano un costo elevato (che io pagavo volentieri), i miei fans mi acclamavano ed io proprio non potevo e non volevo deluderli, anche perché credetemi è stata la cosa più bella dopo Lisa Marie, che ho avuto dalla vita.
Di questo continuo correre non riuscivo proprio a liberarmene. Ho avuto una vita così di corsa che se fossi stato un pilota di formula 1, oggi, Schumacher avrebbe il suo bel da fare per starmi davanti.
Una vita che mi ha consumato anzitempo; ho vissuto 42 anni ma vi giuro, me ne sentivo 70 e per essere all’altezza della mia fama e presentarmi a voi, ho dovuto ricorrere a mille pillole, quelle per tenermi sveglio, quelle per dormire e cento altre porcherie.
Poi, la mia salute ne ha risentito: infatti negli ultimi anni sono stato ricoverato più volte per vari problemi: dalla pressione arteriosa elevata ad altre rogne che non sto qui ad elencarvi.

Ma ritorniamo al mio ultimo concerto…

Appena arrivo ad Indianapolis, un responsabile della RCA mi presenta il mio ultimo LP “Moody Blue” (con mia sorpresa, il disco è stampato in vinile blu). Mi spiegano il motivo: hanno scelto il mio ultimo album per commemorare la duemiliardesima copia di dischi stampati dalla RCA e hanno pensato che l’occasione non poteva essere migliore.. Moody Blue… Il titolo blue, il colore del vinile.
Quella sera di domenica 26  giugno 1977, al Market Square Arena di Indianapolis, c’era l’atmosfera dell’addio… Me lo sentivo, perfino il mio congedo dal pubblico lo suggellai con un “ADIOS”… Ma chissà… Forse dico questo perché so come è finita in quel 16 agosto che mi fu fatale.
Durante il concerto ricordo ai 17.000 fans presenti che il Colonnello Parker compie 68 anni, poi presento mio padre e inizio a cantare per ottanta minuti filati.
Durante brani come “Fairytale”, “Hurt”, “Bridge over troubled water”, “Early Morning Rain” e “I Really Don’t Want To Know”, ci metto la forza della volontà e del cuore, con il desiderio di farvi partecipi del mio amore che ho sempre nutrito nei confronti della musica che ho sempre cantato e per voi, amici cari, che mi avete sempre sostenuto e continuate a farlo anche ora che non ci sono più.
Il passar del tempo tutto cancella, si suol dire, ma non è vero: solo di recente il Market Square Arena è stato demolito facendo scomparire così anche il posto dove ho cantato davanti ad un pubblico per l’ultima volta, ma di quella serata rimangono le registrazioni audio e video fatte dalla RCA, registrazioni che spero possano uscire ufficialmente e francamente non capisco perchè si ostinano a tenere questo materiale nel cassetto quando so che voi fans vorreste vederlo pubblicato.
Fortunatamente so che voi amici cari, voi che eravate presenti quella sera, avete fissato quei momenti nelle vostre cineprese e registratori ed ora con l’avvento della tecnologia digitale (tecnologia che non ho avuto il tempo di conoscere) li potete visionare attraverso quei piccoli dischetti d’argento, anche se in qualità non eccezionale; avete però, quella che è la memoria, il ricordo mio e vostro di un concerto che non avrei voluto essere l’ultimo.

Se avrete piacere, ritornerò ancora da voi a parlare della mia vita.

Grazie per tutto, il vostro Elvis.