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La notte più emozionante della mia vita

Cari amici,
oggi vi voglio raccontare una parte importante della mia carriera nonchè della mia stessa vita. Questa parte si colloca negli ultimi mesi del 1972 fino all’inizio del 1973.

Il produttore/direttore Marty Pasetta viene chiamato dal vice-presidente della NBC che gli pone questa  domanda:
«Vorresti produrre e dirigere quello che sarà il primo live show via satellite della storia ?»
Credo sia  impossibile rifiutare una simile proposta ed allora Marty risponde:
«Chi-dove-come-quando?»
La risposta: “Sarà una pietra miliare nella storia della televisione, prendi questi biglietti e vai a vedere questi concerti il prossimo 14-15 novembre (1972)”.
Marty non sapeva  nemmeno che si trattava di me, lui sapeva solamente che il performer sul quale costruire lo spettacolo più grande del mondo cantava nel posto indicato nei biglietti che stringeva in mano.
Marty mi raccontò: “Al mio ritorno, dopo averti visto, dissi al vice della NBC cosa si può  fare in 90 minuti ? Elvis non si muove, sta fermo in una sola posizione (su questa affermazione devo dire che stento a crederti, caro Marty, ma non hai mai visto altri miei shows ?), non mostra eccitamento,con 5 musicisti  e alcuni cantanti di fronte ad un sipario scuro… In TV questo non funziona, non si riesce a tenere un pubblico mondiale attaccato alla TV così. Questo show deve essere gigantesco e una cosa speciale.
Dalla NBC riceve questa risposta: “Questo è un tuo problema e in più dovrai superare il  test “Col onnello Parker”», nel senso che se lui non è d’accordo… non si fa nulla.
Marty continua a spiegare come intende procedere. I miei rimedi sono: Elvis non si muove? Io devo muovere la scena attorno a lui. Creerò immagini in movimento, scritte con il nome «Elvis» usando dei fonts diversi e illuminati ad intermittenza, un pò come a Las Vegas. Poi ci vuole una rampa che prolunghi  il palcoscenico tanto da portare Elvis in mezzo al  pubblico. Elvis deve essere molto vicino agli spettatori. In TV funziona così.
Il mio amico Marty si mette alle prese con il test «Parker» che manco a dirlo, disapprova tutto: troppe luci, Elvis troppo vicino al pubblico con i rischi del caso.
Dopo un no definitivo di Parker, chiedo di far vedere le mie proposte ad Elvis.
Okay, va bene, vai pure… Salgo al 31° piano dell’Hilton in attesa di presentare lo show ad Elvis, mi scortano fino ad una sedia vuota, attorno ad un tavolo con un’altra sedia vuota, dove avrei dovuto incontrare Elvis. Dopo 5 minuti che mi sembrarono 5 ore, Elvis arriva; si siede, non vola una mosca…
“Salve, sono Marty Pasetta. Mi hanno incaricato di lavorare con te al primo live show via satellite e sono stato a Long Beach a vederti in concerto… Credo che tu abbia cantato magnificamente ma lo spettacolo era un po’ noioso per mancanza di movimento ed io ho un suggerimento per rimediarvi, che farà di questo spettacolo  il miglior live show mai prodotto… E se perderai qualche chilo sarai magnifico, come sarà il risultato del nostro lavoro: se collaboreremo assieme, saremo vincitori.
Mi alzo e lancio i miei occhiali scuri dall’altra parte della stanza e inizioa ridere; vado incontro a Marty stringendolo e gli dico:
“Tu sei la prima persona che mi dice veramente quello che pensa. Mi piace, lo facciamo…”
Marty mi ribatte: “Il Colonnello ha detto di no!”
“Marty, se  io decido che va bene vuol dire che è SI !!!”
Da quel momento siamo diventati amici per la vita.

Il mio nuovo amico Marty riesce  a mettere assieme il miglior gruppo di lavoro possibile per la realizzazione del progetto: il gruppo è composto da tecnici del suono e delle luci, montatori provenienti da New York, Los Angeles, Nashville e Memphis.
Una volta costruiti tutti gli scenari necessari per l’occasione, messo assieme tutta l‘attrezzatura che comprendeva sei telecamere (un record per l’epoca), chilometri di cavi, casse acustiche, centraline elettriche e mille altre cose… Il tutto diligentemente impacchettato e caricato sui camion e via, verso Honolulu, Hawaii.
Io ascoltai i consigli di Marty e mi misi a dieta (mi fece compagnia Sonny West). Mi esercitai provando un pò di recitazione ogni giorno, divenni bravo come uno scolaro modello.
Il 1972 per me è stato un anno grandioso sotto diversi profili, ma anche molto triste per la fine del mio matrimonio con Priscilla.
Cinque giorni dopo il mio 37° compleanno sono già immerso nel lavoro per il mio prossimo impegno a Las Vegas, con le prove negli studi della RCA sul Sunset Boulevard, con  6 ore di prove al giorno per due giorni e altre 3 sia al sabato che alla domenica.
Il 19 gennaio continuo le prove direttamente a LasVegas e come spesso succede, tentiamo l’inserimento di alcuni brani mai fatti prima, tipo: The first time I saw her face, Delta lady, I’m leaving it up to you e The sun ain’t gonna shine anymore, ma poi una volta in scena per vari motivi rimanevano «nelle prove»…
Il 26 gennaio inizio una serie di date dove molto spesso la RCA & MGM registrano tutto in audio e in video.
In questo periodo escono i miei ultimi lavori come «He touched me», «Elvis now» e il singolo «An american trilogy». La RCA si prepara a registrare il mio concerto al Madison Square Garden che sarà il mio primo concerto a New York dopo le mie apparizioni in TV del ’56-’57.
La RCA intende far uscire l’album in pochi giorni, tanto presto per evitare che i bootleggers arrivino per primi.
Dopo i tre shows programmati, se ne deve aggiungere un’altro e qui mi devo dare un pò di «arie» in quanto sarò il primo artista nella storia del Garden a fare 4 esauriti consecutivi!!!
I giornali scriveranno di me: “Elvis è come un principe venuto da un’altro pianeta”.
In soli due mesi il mio album «Elvis as recorded at Madison Square Garden» supera le 500.000 copie vendute edalla fine venderà oltre 3 milioni, guadagnando il triplo platino e non è ancora finita, cari amici: ora con l’aiuto della tecnolgia digitale e delle registrazioni non uscite all’epoca (e qui mi riferisco alla versione in CD dell’album con l’aggiunta del compact disc «An Afternoon in the Garden»), oggi 2005, a trentatrè anni di distanza, il concerto del Madison vende ancora molto bene.
In questo mitico 1972, la MGM farà uscire un documentario intitolato «Elvis On Tour» che si guadagnerà il premio Golden Globe come miglior documentario.

La mia vita con Priscilla era ormai giunta alla resa dei conti: lei non sopportava il mio modo di vivere, troppe ragazze intorno, troppi mesi all’anno di assenza (almeno sei), troppe tentazioni per entrambi, lei con Mike Stone (suo istruttore di Karate) ed io con le varie miss di turno… Così alla fine ognuno per la sua strada.
Il 5 luglio mi viene presentata da George Klein (mio amico di lunghissima data), una bellissima ragazza che credo possa essere quella giusta: si chiama Linda Thompson ed è stata
Miss Stato di Memphis e Miss Tennessee. Andiamo molto d’accordo così inzio a fare coppia fissa con lei. In agosto iniziano le pratiche per il divorzio… Ormai è finita, io e Cilla abbiamo due vite separate, proprio come Red West ha scritto nel brano Separate Ways.
Il mio produttore Felton Jarvis mi convince a registrare un pezzo che proprio non digerisco: si tratta di “Burning Love”, ma aveva ragione lui: in poche settimane vende oltre 1 milione di copie. Per dimostrargli l’amicizia che mi lega a lui, mi dò da fare per farlo operare di trapianto di fegato e provvedo anche a sostenerne la spesa.
Con l’orecchio di oggi, quando sia io che Felton non ci siamo più, mi rendo conto che molti album sono stati riempiti con eccessive orchestrazioni e sovraincisioni, tanto che la RCA  ha pensato bene di far uscire qualche disco senza overdubbing… Come va di moda da qualche anno: parlo dei famosi “unplugged”.
Il 5 settembre sono impegnato con l’intervista al Las Vegas Hilton in compagnia del presidente della RCA Rocco Laginestra. Il concerto sarà trasmesso via satellite nel mondo intero il 14 gennaio 1973 da Honolulu nelle Hawaii. Questo spettacolo si doveva fare nel mese di novembre ma è stato spostato per esigenze commerciali.
L’obiettivo era di ottenere tramite donazioni ai cancelli la somma di almeno 25.000 dollari da destinare alla fondazione per la ricerca sul cancro intestata al cantante hawaiiano Kuii Lee (deceduto a causa di questo male). I primi 1000 dollari per il biglietto numero uno li metto io e spero che tanti altri seguiranno il mio esempio.