Fans Club Riconosciuto ufficialmente dalla ELVIS PRESLEY ENTERPRISES

Il pericoloso mondo dell’Elvis Bootlegging

Vic Colonna rivela tutto!

L’intervista di Elvis Information Network a Vic Colonna

Traduzione di Valeria Giannotta.

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Comprereste qualsiasi cosa di Elvis da quest’uomo?!

Per il vero fan, il mondo di Elvis va ben oltre le infinite compilations “Greatest Hit” della RCA.

La vera emozione musicale di Elvis è sempre stata trovata nel mondo sotterraneo del materiale ufficialmente inedito degli Elvis Bootlegs. Ovviamente è la popolarità degli Elvis Bootlegs che ha spianato la strada a Ernst Jorgensen e Roger Semon per creare l’etichetta Fan Club ‘Follow That Dream’.

Questa oltre ad essere stata una cosa enormemente positiva per noi fans, ha contribuito allo stesso tempo a far morire il mercato dei bootlegs.

Dalle nebbie del passato uno dei primi fornitori di Elvis, Vic Colonna, torna a raccontare tutto sul pericoloso e subdolo mondo dell’Elvis Bootlegging.

Nelle nebbie del passato questi bootlegs erano naturalmente album in vinile con i classici mozzafiato come il “Behind Closed Doors”, “The ’68 Comeback”, “From The Waist Up” e tanti altri ancora tutti comprendenti registrazioni inedite di classici di Elvis che la RCA avrebbe finalmente pubblicato.
Vic Colonna è uno dei più grandi nomi di questo misterioso mondo che molti fans ricorderanno.
Nel 2008 Elvis Information Network fu ben felice di scoprire che Vic Colonna non solo era vivo e vegeto ma stava anche scrivendo un libro sul mondo degli Elvis Bootlegs.
EIN fu entusiasta di poter intervistare questo grande uomo.

EIN – E’ grandioso incontrarla e l’idea del suo libro suona affascinante, in quanto il mondo dei bootlegs è qualcosa a cui molti fans sono molto interessati, ma di cui sanno poco.
Prima di arrivare al nocciolo forse dovrei chiederle di spiegare a tutti, chi è Vic Colonna e come ha fatto a finire nel mondo del contrabbando di Elvis?

Vic – Vic è solo un ragazzo il cui cantante preferito è Elvis e un giorno si mette insieme a Paul Dowling per fare un disco bootleg. Una cosa tira l’altra ed il resto, come si suol dire, è storia. Come tutti i pezzi andarono a posto ed ogni piccolo dettaglio sarà svelato nel libro.

EIN – Quale fu il momento topico che la fece diventare un fan sfegatato di Elvis?

Vic – Nel 1956 avevo 12 anni, quando “Heartbreak Hotel” impazzava alla radio e fu semplicemente la cosa migliore che avessi mai sentito. Comprai il mio primo e, per lungo tempo, unico album – si compravano solo 45 giri allora – e li suonavamo più volte di quanto io possa contare. Ho pensato che questo ragazzo avesse qualcosa di speciale. Non lo avevo visto, non sapevo nulla circa le sue contorsioni sul palco (avevo avuto solo poche notizie e c’erano delle stazioni che suonavano Elvis quindi dubito che fosse negativo) ed ero completamente all’oscuro di qualsiasi altra cosa avesse mai fatto. Ma quella voce mi ipnotizzò completamente, dava un feeling genuino alle canzoni, era diverso da qualsiasi cosa avessi ascoltato prima. Fui completamente rapito da quel ritmo (una volta chiamato R&B e più tardi conosciuto come doo-wop) e c’erano solo un paio di cantanti che mi piacevano. I crooners mi deprimevano (Bennett, Sinatra, Como, e altri) e alcuni gruppi designavano il loro cantante (ad eccezione di Lee Andrew & the Hearts e che possa sempre cantare!).
Chuck Berry era in gamba, Bo Diddley era diverso, ma per me esisteva solo quel ritmo fino a quando non arrivò Elvis. L’inizio di questa cosa chiamata rock’n'roll portò avanti una ricchezza di materiale nuovo ed un completo carico di porcheria. Il settimanale “Top 40” consisteva in una decina di canzoni che mi piacevano ed una tonnellata di sbobba che passava per rock, ma che era abbastanza zoppicante. Certo, la “Singing the Blues” di Guy Mitchell  e la “Party Doll” di Buddy Knox  erano canzonette orecchiabili, ma del tipo che ti stancava in fretta. Gogi Grant nel 1956 ne ha fatta una fra le mie preferite di tutti i tempi “The Wayward Wind”, ma che difficilmente potrebbe essere definita una canzone rock.
Elvis era la cosa reale, e quando rallentava un po’ mi piaceva comunque sentirlo cantare. Persino “Old Shep”, e non c’è niente di più lento e sdolcinato di quella, mi aveva affascinato a tal punto da farmi immaginare questo cane che salva un ragazzo dall’annegamento e riuscivo a vedere quelle mani tremanti prendere la pistola e quegli occhi tristi del cane … Nessuno, semplicemente nessuno, mi aveva mai interessato così prima. Ero un individualista e non mi piacevano le canzoni pop solo perché piacevano ai miei compagni.
Della roba che suonavo e collezionavo i miei amici non ne avevano mai sentito parlare e alle feste li entusiasmavo con le mie ultime scoperte. Certo, conoscevano “Tonite Tonite” dei Mello Kings, ma io me ne venivo fuori con “Sassafras” dello stesso gruppo. Lo stesso vale per cose come “Lily Maybelle” dei The Valentines; ballavamo il rock con “Little Darling” dei Gladiolas prima che i Diamonds ne facessero la cover per la radio bianca. Avevo dei 45 giri che ti facevano venir voglia di alzarti e ballare e uno che era per quelli dall’umore triste e sdolcinato e perfetto per un ballo lento. Poi arrivò Elvis.
La mia più grande scoperta fu quella che tutto il paese e poi il mondo intero fece più o meno nello stesso periodo. Io so questo: ho rifiutato un certo numero di successi e di cantanti di successo semplicemente perché erano molto famosi e sono svaniti rapidamente così come sono arrivati quindi sono giustificato. Se Elvis non fosse stato qualcosa di speciale gli avrei voltato le spalle solo perché tutti gli altri erano super-occupati a pubblicizzarlo. Ma fu la voce, quell’incredibile voce, che potrebbe tranquillamente bloccarti di colpo, parliamo per esempio di “First In Line” o “Ready Teddy”, dimmi chi diavolo avrebbe potuto cantare due canzoni talmente diverse e renderle entrambi gradevoli? Meglio ancora, trovami un album di quel periodo di un cantante che avesse una tale varietà di canzoni com’è successo nei primi due album di Elvis. Non c’è da meravigliarsi che il suo Christmas Album ed il suo primo Album Gospel fossero sensazionali. Questo ragazzo cantava chiaramente meglio di chiunque avessi mai sentito.
Ricky Nelson ha avuto una grande carriera e molti successi; Bobby Darin era eccezionale; ma come mi piace dire, quando pensi al baseball c’è Babe Ruth e tutti gli altri; quando si pensa al Rock’n'Roll c’è Elvis e tutti gli altri (e per tutti voi appassionati dei Beatles, loro sono grandi quanto Elvis nel proprio campo ed altrettanto importanti per il rock, ma sono arrivati dopo Elvis e lui era lì al primissimo posto con la stragrande maggioranza).

EIN – Ricorda Elvis in TV negli anni Cinquanta e la reazione che provocò?

Vic – Non ricordo se ho visto Elvis prima del primo Ed Sullivan Show, giacché non riesco a immaginare di averlo potuto dimenticare, è ovvio che ho perso i Dorsey e Berle shows. Potrei avere visto lo Steve Allen, quando l’ho rivisto anni dopo, qualche vago ricordo mi ha attraversato velocemente la mente, ma non posso esserne affatto sicuro. Penso che se l’avessi visto sarei stato così imbarazzato dallo smoking e dallo stupido cane su un tavolo, che l’avrei dimenticato. Di cosa si trattava? Di una farsa! Il fatto che Elvis volesse farsi perdonare è il carburante per uno o due articoli; scommetto che piacque a molti genitori, mentre i ragazzi come me erano imbarazzati e avrebbero voluto spegnere il televisore, perché il nostro idolo, il nostro emblema, la nostra giustificazione per questa “nuova” musica, che era completamente nostra e non apparteneva ai nostri genitori, veniva ridicolizzato. Dannazione! Ma d’altra parte, è la televisione, e non provocatemi su questo. Per vostra informazione, un sondaggio a lungo termine, conclusosi di recente POSITIVAMENTE, ha dimostrato che i bambini che guardano la TV più di due ore al giorno subiscono una perdita di cinque punti di quoziente d’intelligenza PER TELEVISIONE in casa in tre anni. E così per ogni altro membro della famiglia. Dumb-de-dumb-dumb.