Fans Club Riconosciuto ufficialmente dalla ELVIS PRESLEY ENTERPRISES

The ¾ Million Dollar Quartet

Questo è il titolo apparso nel numero di giugno 1999 sulla bella pubblicazione inglese del “Johnny Cash-The Man in Black-UK fan club” edito da Mr. Peter Lewry.
Essendo io come lui un fan di J.Cash, volentieri ne parlo qui di un suo servizio ampliandolo ed aggiornandolo (spero non snaturandolo) il tema è ovviamente la storica giornata del 1956.

È noto ai più che la Sun Records è da molti definita come la culla del R’n’R’ dove nacquero artisticamente molti dei nostri artisti preferiti quali: J. Cash, E. Presley, C. Perkins e J. Lee Lewis forgiati dalle sapienti mani di Sam Phillips.
Quello che accadde martedì 4 dicembre 1956, è noto a tutti ormai. L’unico mistero irrisolto è la voce (mancante) del grande J.Cash.
Quanto segue ha come obiettivo capirne un po’ di più.
Quel giorno Carl Perkins registrò “Matchbox”, lo accompagnavano i suoi fratelli Clayton e Jay ed il percussionista W.S. Holland, alle chitarre Carl e Jay Perkins e Charlie Underwood, al piano il poco conosciuto (allora) Jerry Lee Lewis.
Inaspettatamente alla porta della Sun Records si affaccia Elvis accompagnato dalla sua “girlfriend”, la diciannovenne Marilyn Evans. Ad un solo anno dal suo passaggio alla RCA  (nostalgia?), Elvis arrivò e  prese subito il posto di Jerry Lee al piano, iniziando con alcuni pezzi di Gospel tradizionali così come pure degli hits contemporanei.
Più avanti nel corso dell’ incredibile sessione improvvisata venne raggiunto da Johnny Cash (non presente all’inizio) e da un giornalista del Press-Scimitar (Robert Johnson) chiamato da Sam Phillips (così come aveva fatto con J. Cash ed altri). Il giornalista non perse la ghiotta occasione per immortalare l’evento e far subito uscire un articolo che concluderà con queste parole:
“Se Sam Phillips fosse stato più furbo, avrebbe registrato tutto quando il pluri-talentuoso gruppo intonava Blueberry Hill e molti altri pezzi e si sarebbe trovato con un disco da un milione di copie”.
Quello che il giornalista ignorava è che ovviamente, Mr. Sam furbo lo era e non essendo uno sprovveduto come tutti sanno, il registratore WAS ROLLING.
Sam Phillips, era conscio del contratto che legava Elvis alla RCA e che quindi la stessa non gli avrebbe mai permesso di usare tale materiale per fini commerciali; perciò lasciò cadere tutto  nel dimenticatoio.
22 anni dopo Shelby Singleton, diventato proprietario dell’intero catalogo Sun, ci provò tentando di commercializzare il rarissimo materiale, ma la RCA lo impedì facendogli immediatamente causa e  l’operazione (come descritto altrove) non ebbe seguito.
Due anni dopo, nel 1980, ci pensano i bootleggers ed esce la prima versione in formato LP con la foto che immortala il gruppo durante quel magico incontro. Per l’occasione la foto in bianco e nero viene colorata e tinta a mano per far apparire ancora più bella la copertina della primissima vera versione del “Million Dollar Quartet” (OMD-001).

All’ascolto apparirà subito evidente che Johnny Cash non era presente in voce e questo fatto fece pensare che di nastri ce ne fossero ancora, ritenendo impensabile che J.C. avesse solamente posato per la foto senza cantare.
L’album riapparve nel 1981 sotto l’etichetta SUN-1006 e nelle note di copertina il giornalista del Press-Scimitar dice che Johnny Cash cantò di sicuro in “Blueberry Hill” ma il registratore non stava registrando; si disse inoltre che J.C. cantò nel brano “Isle of golden dreams” e che fece parte del lotto.
Nel 1984 esce un bootleg a sorpresa: un album doppio con 37 brani contro i 25 della versione precedente, ma quello che segnerà di più questa uscita sarà la sua grande qualità audio, facendoci capire che qualche cosa doveva essere successo.
Io personalmente credo che i nastri Sun si fecero un bel viaggetto in Europa per ormeggiarsi presso qualche attrezzatissimo studio discografico e tramutare l’analogico in un magnifico “digital sound” rimasterizzando tutto e darci la migliore qualità finora sentita.

Non da meno questa edizione si avvalse di una copertina a libro di qualità assolutamente professionale.
Questo album uscì in tre versioni: la prima con dischi in vinile nero, la seconda con i dischi pictures con impressa l’immagine del dollaro sul vinile e nella terza edizione cambiarono la copertina usando una bella immagine di Elvis in “Gold Lamè” intitolandolo “The Last Session”.

Nel 1987 esce (in maniera ufficiale per Inghilterra) il doppio album intitolato “The complete Million Dollar Quartet Session-december 4th 1956” (CDX-20) su etichetta UK-Charly Records.

Una nota riguardo il brano “As we travel along the Jericho road”: Elvis nomina Cash in modo da far pensare che egli non fosse presente.
Nel 1987 la RCA scrive a J. Cash richiedendogli una dichiarazione riguardo la sua presenza o meno alla session per poter pagare, se dovuti, i diritti a lui eventualmente spettanti.
Cash rispose: “Non ho avuto modo di ascoltare la totalità dei nastri, ma sono sicuramente presente come voce in falsetto”.
J.L. Smith, biografo di Cash, sostiene che un altro titolo fu inciso “Blue Moon of Kentucky” e che Johnny usò molto spesso il canto in falsetto già dai primi brani tipo “Folsom Prison Blues”.
Ancora nel 1975, Cash ricorda che nella famosa session furono eseguiti per certo: “Blueberry Hill”, “Will the circle be unbroken” e “There are strange things happening every day”. Inoltre non è un dato certissimo che fosse stato Sam Phillips a mettere in moto in registratore ma potrebbe essere stato Jack Clement e che c’era un solo microfono posizionato distante e questa potrebbe essere stata la ragione che la sua voce non era  risultata udibile.

34 anni dopo lo storico incontro, la RCA pubblica quanto “ufficialmente” disponibile. Vedremo se nel 2056 a 100 anni dall’evento la ex RCA (ora BMG) delizierà i nostri discendenti con i volumi 2-3-4-5?
Si vocifera che alcuni titoli non ancora pubblicati Siano:
“Isle of a golden dreams”, “Blueberry hill”, “Cry cry cry”, “Down the line”, “Strange things happening every day”, “I won’t have to cross Jordan alone”, “I was there when it happened”, “Vacation in heaven” e “That old rugged cross”.
Fermo restando che il mistero della quarta voce (Johnny Cash) rimane irrisolto, concludo con questo pensiero:
anche se nessuno dei brani sopra elencati uscirà mai, il capolavoro esiste già con quanto abbiamo e possiamo ascoltare e come l’amico Peter, editore di “The Man In Black” ha reintitolato l’incontro con…
“The ¾ Million Dollar Quartet”Is here to stay!!!