Fans club riconosciuto ufficialmente dalla Elvis Presley Enterprises menu
menumore

COLLEZIONARE ELVIS – Una prospettiva realistica / Parte 2

Collezionare Elvis: Una Prospettiva Realistica
(Parte Seconda)

Elvis Presley era incredibilmente generoso con chiunque gli chiedesse un autografo. Lo testimoniano le innumerevoli fotografie che lo ritraggono mentre firma cartoline, foto e biglietti senza sosta. Durante il servizio militare in Germania, ad esempio, si metteva a disposizione dei fans ogni giorno a un’ora precisa; alla fine degli anni Sessanta, invece, non era raro vederlo arrivare di persona ai cancelli di Graceland pur di non lasciare nessuno a mani vuote.
In teoria, quindi, gli autografi del Re del Rock‘n’Roll dovrebbero essere comunissimi. In realtà, però, molti sono andati perduti, distrutti o irrimediabilmente rovinati dal nastro adesivo e dalla colla usati per attaccarli ai diari dell’epoca.
Nonostante questo, il mercato ne offre ancora una buona quantità: per un collezionista, possederne uno rappresenta il pezzo forte della propria raccolta, da esibire con orgoglio.
Purtroppo, quando vengo chiamato a valutare una collezione, la realtà si rivela ben diversa: molto spesso quel cimelio così prezioso si dimostra un falso o, nel migliore dei casi, una firma “segretariale”, ovvero apposta da una segretaria o da un membro della *Memphis Mafia*.

Qualche anno fa, durante una chiacchierata davanti a un caffè con Sonny West e sua moglie, Sonny mi confessò che, per pura praticità, molti di loro avevano imparato a replicare la firma di Elvis alla perfezione (Lamar Fike, ad esempio, era tra i più attivi). Per dimostrarmelo, Sonny ne fece un’imitazione impeccabile su un tovagliolo di carta, che poi distrusse subito dopo.

Fa un po’ male vedere che ancora oggi molti collezionisti – persino chi si autodefinisce “esperto” – mostrino fieri sui social i loro “pezzi da novanta” senza rendersi conto che sono palesemente falsi. Saranno i loro eredi, purtroppo, a scoprire l’amara verità un giorno.

Come vendere (e comprare) in sicurezza

Se volete vendere con successo un autografo, la regola d’oro è dimostrarne l’autenticità. L’oggetto deve essere accompagnato da un certificato rilasciato da aziende leader e stimate nel settore: le firme autenticate da **PSA, JSA o Beckett** sono le uniche a garantire una vendita rapida e al giusto prezzo di mercato.

Occhio ai dettagli:
I certificati stampati in casa da ditte sconosciute (magari chiuse da anni) non valgono nulla e sono spesso il primo segnale di una truffa.

Le aste di beneficenza:
Il rischio di portarsi a casa un falso in questi contesti è purtroppo altissimo.

Quando qualcuno mi chiede un consiglio per gli acquisti, ripeto sempre la stessa cosa: andateci con i piedi di piombo. Basta un solo dato per capire la gravità della situazione: la PSA ha dichiarato che il 75% degli autografi di Elvis che riceve da analizzare sono falsi.
Significa che la probabilità di acquistarne uno autentico a scatola chiusa è bassissima.

Se volete vendere, investire nella certificazione di una delle tre aziende leader è un passo obbligato. Costa qualcosa, è vero, ma è l’unico modo per ottenere un parere ufficiale e tutelare il valore del vostro investimento.

Elvis Live: Il mercato dei cimeli dal vivo

I *memorabilia* legati ai concerti di Elvis hanno da sempre esercitato un forte richiamo, registrando in passato quotazioni strabilianti. Tuttavia, l’andamento storico dei prezzi dimostra che non tutti i segmenti hanno mantenuto il proprio valore, rivelando un mercato polarizzato e strettamente legato alla rarità e alla rilevanza storica del pezzo.

I biglietti dei concerti: fra routine e picchi di rarità
I biglietti dei concerti degli anni Settanta presentano oggi una fluttuazione commerciale compresa tra i $50 e i $150, a seconda dello stato di conservazione. I tagliandi integri (non utilizzati) beneficiano di un incremento di valore del 40-50%, sebbene siano difficilissimi da reperire.
Al contrario, i biglietti emessi per gli spettacoli programmati dopo il 16 agosto 1977 possiedono un valore economico modesto, configurandosi come semplici oggetti di interesse documentario o curiosità.
Un discorso diverso si applica ai tagliandi riconducibili a eventi epocali, come le tappe al Madison Square Garden di New York o lo speciale biglietto in formato *extra-large* stampato per lo storico show alle Hawaii:

“Madison Square Garden” Circa $400 
**Aloha from Hawaii** (in eccellenti condizioni)  Fino a $2500 

Al di fuori di queste eccezioni, il mercato dei biglietti degli anni Settanta è rimasto statico.
Diverso è il caso dei rari supporti risalenti agli anni Cinquanta, che rappresentano ancora oggi asset di assoluto rilievo e dal valore economico considerevole.

I menu dell’Hilton di Las Vegas: la parabola del materiale promozionale

Durante i celebri ingaggi a Las Vegas, l’International / Hilton Hotel finanziava il management di Elvis (guidato dal Colonnello Tom Parker) per la stampa di menu personalizzati con la fotografia dell’artista in copertina. Questi venivano distribuiti gratuitamente ai tavoli come omaggio per gli spettatori.
Tra gli anni Ottanta e i primi anni Novanta, questi menu raggiunsero picchi valutativi notevoli (un esemplare del 1975 veniva quotato circa $600). Oggi il loro valore di mercato si è dimezzato, a testimonianza di un forte ridimensionamento del valore speculativo su questo tipo di oggettistica.

I foulard da concerto: l’enigma dell’autenticazione

Il fulcro del collezionismo legato ai tour sono i celebri foulard che Elvis lanciava al pubblico, spesso intrisi di sudore. In questo ambito, l’autenticazione costituisce il problema principale per gli esperti. Per convalidare questi oggetti è imprescindibile ricostruire una solida *provenance* (la catena di custodia), supportata da prove documentali incrociate come:
1. Una dichiarazione giurata o una lettera dettagliata firmata dal testimone che lo ricevette all’epoca.
2. Il biglietto del concerto corrispondente alla data dell’evento.
3. Il programma ufficiale acquistato al chiosco dei souvenir.
La presenza sul mercato di numerosi falsi o di copie commerciali (all’epoca vendute regolarmente come merchandising ufficiale), unita alla tendenza di alcuni collezionisti a sovrastimare i propri pezzi, rende l’individuazione di un originale un’operazione complessa.
A questo proposito, si segnala positivamente l’iniziativa di due stimati collezionisti statunitensi che hanno recentemente sviluppato un protocollo scientifico di autenticazione dedicato esclusivamente ai foulard di Presley, mettendo a disposizione del mercato una competenza verticale e altamente specializzata.

Il futuro del collezionismo: Una scelta di cuore

In conclusione, sebbene Elvis Presley mantenga una presenza solida nel mercato del collezionismo, è innegabile che i picchi di prezzo raggiunti nel ventennio tra il 1977 e il 1995 siano ormai un lontano ricordo. Oggi, salvo rare eccezioni, il valore commerciale dei cimeli e dei vinili del Re del Rock‘n’Roll si è stabilizzato e non è più destinato a salire.
Cosa resta da fare, quindi? La risposta è semplice: accettare questa realtà economica e riscoprire una passione legata all’amore puro per Elvis, piuttosto che al desiderio di un profitto finanziario.
Se condividete questo spirito, ecco tre passi fondamentali da compiere oggi stesso per dare il giusto valore alla vostra collezione:

Autenticate adesso i vostri pezzi forti:
Guardate i vostri cimeli con occhi realistici. Se c’è qualcosa di importante da certificare, fatelo ora. Non lasciate questo onere burocratico e finanziario a chi rimarrà dopo di voi.

Liberate la musica dagli scatoloni:
Se i vostri dischi e i vostri cimeli giacciono dimenticati in soffitta o in garage, forse è giunto il momento di cederli a chi ha il tempo e il desiderio di goderseli appieno.

Tutelate il futuro della vostra collezione:
Lasciare tutto ammassato significa creare un enorme grattacapo ai vostri eredi, che spesso non sanno da dove cominciare. Il rischio concreto è che intere collezioni vadano perdute per sempre, finendo nei mercatini dell’usato o, peggio ancora, direttamente in discarica.

Condividere oggi i propri tesori con un altro vero appassionato è il modo migliore per onorare la memoria di Elvis e garantire che il suo mito continui a vivere, di mano in mano, anche nelle prossime generazioni.
Perché, in fondo, il valore più grande di un disco o di un vecchio cimelio non si misura in denaro, ma nell’emozione intramontabile che proviamo ogni volta che sul piatto gira la sua voce: una gioia pura, capace di unire i cuori dei fan di ieri e di oggi in un unico, immenso abbraccio.