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Sapevate che…

A CURA DI: Ivan Pusterla

Un pomeriggio dei primi del dicembre del 1956, Elvis si fermò alla stazione radio dove lavorava George Klein e si offrì di dagli un passaggio a casa sulla sua nuova Cadillac Eldorado. Durante il tragitto George gli disse che la WDIA aveva organizzato per la sera uno spettacolo di beneficenza presso l’Ellis Auditorium per raccogliere fondi per i bambini bisognosi di colore e le loro famiglie. L’evento era molto famoso e c’erano i migliori artisti neri che attraevano sempre un vasto pubblico; quella di quell’anno includeva tra gli altri Ray Charles, BB King, uno straordinario pianista di nome Phineas Newborn, un buon numero di gruppi Gospel e la serata sarebbe stata presentata dall’eccentrico Rufus Thomas.
Elvis appena sentì la cosa disse a George che voleva andare allo spettacolo insieme a lui. La sera arrivarono nel backstage dell’Ellis ed una delle prime persone in cui si imbatterono fu Rufus Thomas, che fu il primo D.J. a trasmettere alla WDIA, la radio nera di Memphis, i dischi di Elvis. Rufus gli andò incontro con un grande sorriso e dopo averlo abbracciato, lo ringraziò per essere venuto allo spettacolo dicendogli:
“Hai intenzione di cantare per noi stasera?”.
Elvis rispose che voleva mantenere un profilo basso per non distogliere l’attenzione dagli altri artisti in cartellone.
“Questa è la tua notte, Rufus” .
“Beh, se non riesco a farti cantare vorrei almeno presentarti: ci sono un sacco di persone che sarebbero felici di vederti…”
Elvis acconsentì. Rimasero nel backstage ad ascoltare lo spettacolo e parlarono con i vari artisti tra cui BB King ed alcuni momenti furono immortalati dal grande fotografo Ernie Withers (noto per molte immagini dei movimenti per i diritti civili).
Con chiunque stesse parlando, Elvisd era sempre molto concentrato sulla musica. Quando Rufus lo presentò, dovette praticamente tirarlo sul palco… Non appena la folla lo vide, impazzì. Probabilmente Elvis non si rendeva neanche conto che il pubblico era formato da gente di colore… Lui era lì per ascoltare Ray Charles e soci, ma sicuramente gli fece molto piacere essere accettato così calorosamente con questo entusiasmo.
Rispose alla folla con uno dei suoi classici “giochi” di gambe facendo letteralmente esplodere l’auditorium in un tremendo boato simile ad un terremoto; la reazione dei giovani di colore non fu diversa dalla reazione che era abituato nei suoi concerti. Dewey Phillips aveva messo da parte le questioni razziali suonando “buona musica per gente per bene” ed adesso, Elvis semplicemente agitando le gambe in una serata casuale, cancellò tutte quelle cose stupide che potevano dividere le persone.
Probabilmente, secondo il loro punto di vista, i “benpensanti” dell’epoca avevano ragione di vedere in Elvis una minaccia della società perchè il Rock’N’Roll ebbe veramente il potere di cambiare il mondo.

Nell’estate del 1956, Elvis dopo aver visto una macchina che gli piaceva, entrò nell’autosalone; l’automobile in questione era una Cadillac Eldorado bianca.
All’epoca, pur essendo già molto famoso, non era ancora ai livelli di fama che avrebbe toccato in seguito. Sembra che il venditore lo snobbò il che mandò su tutte le furie Elvis  (come si può facilmente intuire) che, visibilmente seccato, lasciò lo shoowroom. Appena raggiunto il piazzale, notò un anziano signore di colore che stava lavando le macchine; gli chiese della informazioni sulle auto e se era ben pagato a fare quel lavoro. L’uomo gli fornì tutte le informazioni che gli aveva chiesto, quindi Elvis gli disse di andare con lui…
Lo portò dentro l’autosalone e chiese di parlare con il direttore. Quando quest’ultimo arrivò disse: “Sono Elcvis Presley, sono interessato ad acquistare la vettura. Ho i soldi per farlo e voglio comprarla però la commissione che doveva prendere il tuo venditore se mi avesse trattato bene voglio che venga data a questo signore qua che è stato molto gentile con me”. E così è stato…
Qualche settimana più tardi, Elvis andò dal carrozziere che gli aveva verniciato la famosa Cadillac Rosa perchè voleva cambiare il colore della sua Eldorado; sembra che, siccome non riuscisse a farsi capire sul colore che voleva, Elvis abbia schiacciato un po’ di uva sul parafango…
“Ecco, la voglio così”, disse…

Negli anni ’60, tra i vari animali posseduti da Elvis a Graceland, c’era anche un merlo indiano ed il Re era molto orgoglioso di fagli imparare un po’ di parole…
Naturalmente quando andava ad Hollywood per girare i film e rimaneva lontano qualche settimana, c’era qualcun altro che si prendeva cura del merlo.
Un giorno, dopo aver terminato un film ed essere tornato a Memphis, Elvis andò subito nei pressi della gabbia e, dopo essersi avvicinato, il merlo disse:
“Elvis, vai all’inferno”…
Elvis si piegò in due dal ridere e rispose: “Ci andrai tu all’inferno se riesco a prenderti…”


Nel movembre del 1948, nella classe di Miss Marmann alla Humes, venne aggiunto un nuovo alunno la cui famiglia si era appena trasferita a Memphis da Tupelo…
Per qualche giorno passò inosservato fino a che, un paio di settimane dopo, l’insegnante disse che con l’avvicinarsi del Natale avrebbe modificato le regolari lezioni di musica per far imparare alla classe dei canti natalizi.
Il nuovo scolaro alzò la mano e chiese:
“Miss Marmann, posso portare la chitarra e cantare in classe?”
“Sì, Elvis”.
Ci furono delle risate perchè non era per niente interessante che un ragazzino di 13 anni, nel 1948, portasse in classe uno strumento campagnolo come la chitarra al posto di un pallone da football o di un paio di guantoni da boxe; l’insegnante mise a tacere la scolaresca ed invitò Elvis a portare la chitarra per la prossima lezione di musica, anche se pure lei rimase un po’ sorpresa dalla richiesta.
Il lunedì seguente, quando erano tutti nell’aula di musica, Miss Marmann lo invitò ad alzarsi e a cantare; con passo sicuro andò verso di lei ed eseguì due canzoni (nessun inno natalizio): “Old Shep” e “Could Icy Fingers”.
Come ebbe finito ci fu un grande silenzio e solo pochi applausi ma, chi si aspettava qualcosa di terribile per poter ridere, ci rimase male perchè quel ragazzino sapeva cantare ed aveva talento ed in più non aveva avuto la minima paura di presentarsi davanti alla classe ed a una delle più severe maestre della scuola…
Quella fu probabilmente una delle prime apparizioni pubbliche di Elvis dove la gente si rese conto che quel ragazzo aveva della “stoffa”.

Ogni volta che Elvis aveva gli ingaggi a Las Vegas, soprattutto nei primi anni ’70, si divertiva spesso ad andare a vedere gli spettacoli negli altri alberghi.
Se “Clara Ward and Gospel singers” erano al Frontier, Elvis era lì e non si perdeva uno spettacolo.
Una sera, un gruppo formato da sei o sette persone, andarono a vedere il cantante country Jimmy Dean; come al solito entrarono dopo che le luci si erano spente per non disturbare il pubblico. Jimmy Dean, quella sera, stava usando un microfono senza fili ma probabilmente, c’era qualcosa che non andava perchè funzionava ad intermittenza e a volte fischiava in modo molto fastidioso. Elvis si alzò dal suo posto ed andò nel backstage, facendosi dare un nuovo microfono dal tecnico del suono. Ad un certo punto, visto che Jimmy non riusciva a fare il suo spettacolo, chiese se poteva avere un altro microfono ed in quel momento, da un lato del palcoscenico, entrò Elvis, scioccando completamente Jimmy…
“Prova a vedere se questo è un po’ meglio…” esclamò Elvis consegnando a Dean il microfono.
Il pubblico, in delirio, urlò e applaudì freneticamente e lo show ormai decisamente fuori controllo potè proseguire.

Il 28 marzo del 1957, Elvis iniziò una breve tournèe che si sarebbe conclusa a Philadelphia il 6 aprile.
Proprio nell’ultimo concerto, il Re fu, suo malgrado, protagonista di una spiacevole episodio: aveva appena incominciato a cantare “Don’t Be Cruel” quando un ragazzo con indosso un impermeabile si alzò da una delle prime file davanti a palco e lanciò un uovo contro di lui… L’uovo mancò il bersaglio ma colpì le corde della chitarra di Scotty Moore. Lo strumento produsse un suono molto strano con il suo amplificatore. Il lanciatore di uova si voltò e tentò di scappare ma non andò molto lontano perchè fu fermato, preso a pugni e borsettate da una marea di ragazze inferocite, tanto che dovette intervenire la polizia, prima per “salvarlo” e poi per arrestarlo.
L’indomani si scoprì che era uno studente del college della città che di conseguenza voleva sospenderlo, mentre la polizia chiese ad Elvis se voleva sporgere denuncia; il cantante rispose:
“È stata solo una goliardata… Forse voleva diventare famoso come il ragazzo che ha colpito con un uovo Elvis Presle… No non voglio denunciarlo.”
Elvis, inoltre, incaricà il Colonnello di far sì che il college non lo sospendesse.