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Sapevate che…

A CURA DI: Ivan Pusterla

La”vendetta” è un piatto che va servito freddo…
Una sera Alan Fortas aveva convinto due belle ragazze ad unirsi a lui e George Klein, a fare un bagno in piscina nella villa di Perugia Way di Elvis.
Quando arrivarono, le luci della casa erano spente e i quattro andarono sul retro per fare il bagno. Siccome si sentivano al sicuro da sguardi indiscreti, sia Alan che George si spogliarono completamente e, ridendo divertiti, si buttarono in piscina. Dopo un paio di minuti, le luci del cortile si accesero, incluse quelle che erano sott’acqua; immediatamente i due raggiunsero i loro asciugamani e, coprendosi, uscirono dalla piscina.
Sopra al terrazzo, un Elvis molto divertito, con altre persone, disse:
“George, Alan… Non vi ho mai visto nuotare così velocemente…”

La sera del 1° febbraio del 1976, Elvis si stava intrattenendo con Jerry Kennedy e Ron Pietrafeso, poliziotti di Denver con i quali era diventato amico.
Mentre stavano discutendo tranquillamente, ad Elvis vennero in mente dei panini favolosi, i Fool’s Gold Loaf, i migliori che aveva mangiato al Colorado Mine Company (un ristorante a 5 stelle di Denver, tra l’altro dal costo esorbitante: 49.99 dollari!).
Incuriositi per il suo racconto, uno degli ospiti disse: “Mi piacerebbe assaggiarne uno…”
Naturalmente Elvis, che cercava sempre di esaudire i desideri degli ospiti, immediatamente fece preparare le Limousine in direzione dell’aeroporto, dove il Lisa Marie li attendeva sulla pista, destinazione Colorado…
Sul jet, l’eccitazione aumentava mentre nel ristorante che aveva ricevuto il particolare ordine, erano tutti indaffarati a preparare i panini. Il proprietario del ristorante, insieme alla moglie ed un cameriere, riuscirono a preparare il tutto e quindi si avviarono con i 22 panini, una cassa di champagne e una d’acqua, verso l’aeroporto.
Il Lisa Marie toccò terra verso le 2 del mattino ed il proprietario del ristorante, Scott Buck, consegnò personalmente l’ordine ad Elvis e ai suoi ospiti, in un vassoio d’argento.
Il banchetto andò avanti per circa 2 ore e vi parteciparono anche i piloti. Elvis, come d’abitudine, evitò gli alcolici e sorseggiò solamente acqua e la sua bibita preferita, la Pepsi.
Dopo una spesa di circa 4.000 dollari (escluso l’aereo), senza neanche uscire dall’aeroporto, se ne tornarono a Memphis…

Nel dicembre del 1966, George Klein stava per iniziare il suo programma serale alla radio quando l’addetto alla reception lo avvertì che c’erano due amici di Elvis di sotto che volevano vederlo; egli scese nella hall e trovò Richard Davis e Jerry Schilling.
“Cosa sta succedendo?” domandò George.
“Elvis ha bisogno di vederti adesso, non sappiamo di cosa si tratta ma ci ha mandato qua con la Limousine a prenderti” rispose Jerry.
“Tra mezz’ora sono in onda, non posso venire…” ribattè George.
Richard aggiunse: “Elvis ha detto che è importante, trova il modo per venire”.
George Klein ritornò di sopra e spiegò al direttore cosa stava succedendo e domandò se poteva andarsene ed il direttore acconsentì.
I tre salirono sulla macchina ma non si diressero verso Graceland… George chiese dove lo stessero portando e Richard gli rispose:
“Sappiamo dove stiamo andando, Elvis è in centro per acquistare una nuova macchina e ha pensato che fosse meglio incontrarsi lì”.
Dopo pochi minuti arrivarono al concessionario Cadillac ma era tutto spento e sembrava chiuso.
I tre scesero dall’auto ed andarono verso l’ingresso: la porta era aperta e così entrarono nell’autosalone e, subito dopo, tutte le luci si accesero… C’era solo una macchina in mezzo allo showroom: una Cadillac del ’67 cabriolet
All’improvviso, da uno degli uffici, apparve Elvis con un sorriso malizioso sul volto; egli si fermò davanti all’auto e disse: “Vieni qua, George, dammi la mano”.
Appena Klein allungò la mano, Elvis vi lasciò cadere un mazzo di chiavi ed aggiunse: “Buon Natale, George Klein” e gli regalò la macchina…

Una notte, mentre era militare in Germania, Elvis fu messo di guardia al cancello d’ingresso e, anche se la cosa era giusta, non era sicuramente l’idea più brillante perchè anche in Europa la sua popolarità era enorme ed i fans stazionavano 24 ore al giorno fuori dalla base.
Appena Elvis prese posto vicino al cancello, una folla enorme si radunò vicino a lui… Elvisrimase in piedi, tranquillo, ma completamente circondato da centinaia e centinaia di persone che rimasero lì a “fare la guardia”.
Alla fine del suo turno, dovettero intervenire i suoi commilitoni per salvarlo dalla gente… Quella fu l’ultima volta che fu di guardia al cancello…

LaVon Scott nacque nell’aprile del 1948 affetta da sclerosi multipla. Confinata fin dalla nascita su una sedia a rotelle, il suo modo di comunicare fu solo con dei grugniti.
Pur essendo nata in Texas, si trasferì con i suoi genitori in California all’età di 10 anni, perché lì c’erano scuole adatte a lei. La bambina si “innamorò” di Elvis e sua madre Doroty comprava qualsiasi disco suo e la portava a vedere i suoi film al cinema.
LaVon andava sempre a dormire con una foto di Elvis vicino al cuscino perché egli era l’unica vera gioia della sua vita. Per la maggior parte del tempo, sul suo viso non c’era traccia di emozione, ma quando ascoltava un suo disco o vedeva un suo film, il suo volto ed i suoi occhi si illuminavano.
Nel 1963, sua zia Willie Mae chiamò un suo amico che lavorava agli studi di Hollywood e gli domandò se c’era qualche possibilà di vedere anche a distanza Elvis che stava girando “Fun In Acapulco”. Questi andò agli studi della Paramount ma tutti gli risposero che era impossibile perchè la direzione non faceva entrare nessuno. La mattina dopo si recò nei pressi degli studi e appena vide arrivare Elvis gli si avvicinò e gli spiegò la storia della ragazzina che lo amava e voleva solo avere l’occasione di vederlo dal vivo.
Elvis accettò e disse di venire l’indomani alle 11.00 all’ingresso. LaVon, la sua insegnante, la mamma e la zia, arrivarono puntuali ed il responsabile della security le portò direttamente vicino allo stage. ELVIS stava provando Vino Dinero Y Amor e subito dopo la prova, notò il piccolo gruppo nascosto nell’ombra; fece un grande sorriso e andò avanti e indietro un po’ di volte in modo che la bambina potesse vederlo; naturalmente lei si emozionò molto e ad un certo punto, Elvis si diresse verso lei, si presentò a tutti, si inginocchiò mettendo un braccio dietro la sedia a rotelle ed iniziò a scambiare alcune chiacchere con LaVon, pur sapendo che lei non poteva rispondere se non con l’emozione che traspariva dal suo volto e dal tremito che aveva. Elvis chiamò il fotografo di scena e si fece scattare alcune foto insieme a lei.
Una settimana più tardi, il fotografo chiamò la madre e disse di andare a ritirare le foto che erano pronte e da quel giorno LaVon dormì sempre con quella accanto al suo cuscino…
Nel marzo del 1977, ebbe l’occasione di vedere per una seconda volta Elvis nel concerto del 29 marzo, ad Abilene, e sua madre fece alcune foto dello spettacolo ma non riuscirono ad arrivare al backstage a causa dello stretto servizio di sicurezza che impediva a chiunque di avvicinarsi.

“Spinout” fu il film numero 22 di Elvis che aveva come co-star la “sua” attrice preferita, Shelley Fabares.
Alcune riprese per la gara furono girate in esterno mettendo a dura prova il servizio di sicurezza perchè controllare una folla numerosa è sempre difficile.
Una volta i fans,  quasi causarono una tragedia perchè, dopo aver sfondato la protezione, si precipitarono verso Elvis mentre si stava girando la sequenza della gara, mentre le macchine sfrecciavano a tutta velocità; parecchi di loro rischiarono di essere investiti ma per fortuna nessuno rimase  ferito.
Elvis, pazientemente, accettò di firmare autografi e fare foto con gli ammiratori.

Nel 1974, durante l’ingaggio di gennaio/febbraio a Las Vegas, durante qualche concerto Elvis scoppiava a ridere apparentemente senza motivo. Il pubblico era perplesso perchè non riusciva a capire cosa avesse…
Ad un certo punto Elvis decise di far sapere al pubblico il perchè del suo comportamento e domandò ad una ragazza seduta davanti, di alzarsi e di girarsi verso il pubblico; la fece, quindi, illuminare dai riflettori ed il pubblicò scoppiò a ridere a sua volta… La giovane ragazza, sotto un vestito trasparente, indossava un reggiseno di lustrini rosso ed ogni volta che si muoveva nella sua direzione e la luce la illuminava, veniva abbagliata da due flash rossi. Elvis, praticamente,  si “disconnetteva” ogni volta che guardava in quella direzione, facendo molta fatica a ritornare serio… Alcune volte per finire la canzone, il suo unico modo era quello di guardare il soffitto…

Quando Elvis cantava a Lake Taohe, aveva una suite al 14° piano; per raggiungere la sala del concerto, prendeva un ascensore privato arrivava dietro le quinte e quindi entrava sul palcoscenico.
Un giorno, mentre era insieme alla sua security ed al personale dell’albergo, l’ascensore si bloccò ad un piano intermedio con il rischio di arrivare in ritardo allo show. Dopo alcuni minuti, Lamar Fike che soffriva di claustrofobia,  incominciò a diventare paranoico mentre Elvis sembrava divertito della situazione e faceva continuamente battute su quello che stava succedendo… Ad un certo punto, Jere Walker forzò la porta dell’ascensore e l’aprì, spezzandone il gancio. C’era però solo un piccolo spazio per passare e bisognava strisciare sotto per uscire, cosa che Elvis, con adddosso già uno dei suoi famosi jumpsuit da concerto, fece molto divertito…

Quando Elvis era ad Hollywood per girare i film, la sua casa era naturalmente presa sempre d’assalto dai fans che aspettavano davanti ai cancelli il momento in cui lui usciva per recarsi agli studi cinematografici. Elvis amava i suoi ammiratori e, con la macchina, andava sempre piano per poterli salutare e far sì che potessero scattare  delle fotografie.
Un giorno, un ragazzo si avvicinò al finestrino aperto dell’auto e disse: “Elvis, ho scritto una canzone per te…”
“Cantala,  cantala!” rispose Elvis mentre la macchina si stava allontanando lentamente.
Il ragazzo, mentre correva a fianco all’auto, cercava di cantare la canzone; Alan Fortas cominciò a ridere divertito ma Elvis, girandosi verso di lui con aria arrabbiata, gli urlò di smetterla.
“È un ragazzo che compra i miei dischi e va a vedere i miei film quindi va rispettato, non dimenticarlo mai!”.