Fans club riconosciuto ufficialmente dalla Elvis Presley Enterprises menu
menumore

Elvis & Nixon

A CURA DI: Daniele Cretella

Nel 1970 Elvis desiderava più di ogni altra cosa un incarico importante nel suo nuovo ruolo di poliziotto. Così girò molte contee e gli furono attribuiti molti distintivi. Elvis però puntava su qualcosa di più grande:un incarico federale. Così cercò di organizzare un incontro con il presidente Nixon.

Il 21 dicembre 1970 avvenne l’incontro. Elvis si fece accompagnare da due suoi amici. Durante il viaggio Elvis giocava con la Colt della seconda guerra mondiale che aveva deciso di regalare al presidente in occasione del loro incontro. Arrivati alla Casa Bianca però non gli fu possibile consegnare personalmente la pistola al presidente per ovvi motivi di sicurezza e per questo l’ affidò ad un agente che in un secondo momento l’avrebbe portata al presidente.

Entrati nella Casa Bianca, Elvis fu subito portato nella Sala Ovale del Presidente. Gli amici di Elvis dovettero rimanere fuori poiché era consentito solo ad Elvis l’entrata.
Una volta entrato Elvis nella stanza gli amici, all’esterno erano sicuri che prima o poi Elvis li avrebbe fatti entrare per conoscere il presidente e quindi attesero pazientemente nel salottino insieme ad un segretario addetto alla sicurezza.

Elvis aveva un abbigliamento molto sgargiante: portava i suoi tipici occhiali da sole, un cappotto che comprò in occasione del Comeback Special del 1968, un Jumpsuit della stagione di Las Vegas del 1969 e la sua cintura d’oro che aveva da poco ottenuto per essere stato scelto tra i dieci giovani americani più significativi. Appena entrato Elvis aveva una certa timidezza vista l’importanza della persona che andava ad incontrare ma subito dopo Elvis entrò in “confidenza” con il presidente. Aveva in mano i distintivi ottenuti nelle contee e due foto che ritraevano in una la figlia Lisa Marie e l’altra sua moglie Priscilla; entrambe le fotografie erano state autografate da Elvis.

Elvis iniziò a parlare dei problemi che la musica dei Beatles e altri gruppi musicali avevano creato tra i giovani dicendo che questa “invasione inglese” aveva portato i giovani ad un disprezzo per la nazione e alla bandiera. Inoltre parlò dei problemi della droga nei giovani e della sua completa disapprovazione a questa. Il presidente capì dove Elvis voleva arrivare e gli disse che tramite la sua popolarità lui poteva essere un mezzo di comunicazione verso i giovani a distaccarsi dalla droga. Elvis gli disse che in parte lui già comunicava questo messaggio ma non in maniera esplicita poiché secondo lui i giovani non l’ avrebbero seguito. Così Elvis arrivò al dunque chiedendo al Presidente un distintivo.
Il Presidente guardò il segretario e gli chiese di far preparare un distintivo per Elvis. Sentite queste parole, Elvis lo ringraziò e lo abbracciò con un sincero gesto. Nell’ avvicinarsi alla porta di uscita Elvis chiese al Presidente se anche i suoi amici potevano conoscerlo e li fece entrare.Furono scattate delle foto e poco dopo lasciarono tutti la stanza trionfanti. Elvis aveva l’ aria di un bambino quando riceve i ragali di Natale ed era molto soddisfatto del suo nuovo distintivo. La giornata proseguì con una visita guidata della Casa Bianca ma Elvis aveva la testa da tutt’altra parte data l’emozione del suo nuovo incarico. Non mancarono comunque autografi alle segretarie degli uffici.
Da quel momento Elvis diventò un agente antidroga FBI.

Caro Signor Presidente…
La traduzione della lettera scritta da Elvis per il Presidente Nixon.

Caro Signor Presidente,
desidero innanzitutto presentarmi. Mi chiamo Elvis Presley e l’ammiro e ho un grande rispetto per il ufficio. Tre settimane fa ho parlato con il Vice Presidente Agnew in Palm Spring cui ho espresso i miei timori per il Paese. La cultura della droga, gli hippy la SDS, le Pantere Nere, eccetera, non mi considerano, come dicono, “il sistema”. Io lo chiamo essere Americani, e amo tutto ciò. Signore, posso farlo, e sarò di qualsiasi aiuto possa servire al Paese. Non ho altre motivazioni che queste! Per cui non voglio una semplice onorificenza posso e potrei fare molto di più se fossi un agente federale a tutti gli effetti, comunicando con persone di tutte le età. Signore, alloggerò al Washington Hotel nelle stanze 505-506-507. Sono accompagnato da due uomini che lavorano per me che si chiamano Jerry Schilling e Sonny West. Io mi sto muovendo sotto lo pseudonimo di Jon Borrows. Resterò lì per tutto il tempo che sarà necessario per ottenere le credenziali di Agente Federale. Ho fatto un profondo studio sull’abuso d droga e le tecniche di lavaggio del cervello dei comunisti e mi trovo proprio in un ambiente dove potrei essere molto utile. Saro’ felice di collaborare con voi sino a quando ciò resterà riservato. Il suo staff puo’ chiamarci in qualsiasi momento, oggi, stasera o domani.
Sono stato nominato uno dei 10 Migliori Giovani d’America. La cerimonia sarà tenuta il 18 gennaio nella mia città di Memphis.
Le invio anche una piccola biografia di me stesso, che integrerà questo approccio. Spero di riuscire ad incontrarla, se non è troppo impegnato.

Con i miei rispetti.
Elvis Presley

P.S. Credo che anche lei Signore, sia uno dei 10 Migliori Uomini d’America. Ho anche un omaggio personale per lei, che spero potrà accettare, altrimenti lo conserverò sino a quando sarà possibile incontrarci.