
EDITORIALE
Torino, febbraio 1997.
Come avrete appreso dai giornali, all’inizio dell’anno un grosso lutto ha segnato il mondo dello spettacolo. All’età di 88 anni è infatti morto il leggendario Colonnello Parker, da sempre manager di Elvis. Cosa dire di lui? È stato un genio? È stato un diavolo? È stata sua la colpa se Elvis si è “seduto” artisticamente e se, a cascata, è addirittura morto? Chi può dirlo. Rimane il fatto che nel bene e nel male il binomio Presley/Parker ha rappresentato la coppia artista/manager più efficiente e prolifera della storia dello show business.
Personalmente non nutro molta simpatia per le scelte artistiche operate da Parker, ma di fatto rimane che il successo del Re del Rock è in gran parte attribuibile alle sue grosse capacità, soprattutto per quanto riguarda gli anni cinquanta.
Mi tornano alla mente un paio di citazioni a suo favore, pronunciate dagli impresari delle uniche due stelle che come grandezza più si sono avvicinate a Elvis: i Beatles e Michael Jackson. Quando i Fab Four si recarono per la prima volta on tour negli Stati Uniti, Brian Epstain -il loro impresario- disse: “Non vedo l’ora di incontrare il Colonnello Parker… È l’unica persona che può insegnarmi qualche cosa”.
Frank Di Leo, ex manager del grande Michael Jackson, raccontò a Red Ronnie che quando fu assunto da quest’ultimo la prima cosa che fece fu di andare a chiedere consiglio al Colonnello Parker poiché “era l’unico che poteva dirmi come gestire una star delle proporzioni di Michael”. Quando Ronnie gli chiese cosa Parker gli avesse suggerito, Di Leo rispose: “Non sono’ mica matto a dirtelo… Vengo pagato profumatamente per le mie prestazioni”.
Ma probabilmente la frase che più definisce la personalità di questo incredibile personaggio è stata pronunciata in questi giorni dal nostro padrino Jean Marc Gargiulo: “Probabilmente il momento in cui Parker ha incontrato San Pietro, ha voluto subito definire il contratto di Elvis con il Paradiso”.
Contiamo, nel corso di quest’anno, di realizzare uno speciale dedicato a €Ivis e il Colonnello.
Un’altra morte eccellente che ha toccato l’Elvis world è quella di Vester Presley, zio di Elvis e vero e proprio beniamino dei fans del celebre nipote.
Da sempre a guardia dell’ingresso della mansion (fu allontanato da questo incarico negli anni ottanta, quando Priscilla prese in mano le redini della gestione della “Elvis Presley Enterprise” e dovette ridisegnarne completamente l’assetto, a partire dall’apparato di sicurezza) negli ultimi anni era facile incontrarlo nell’area antistante Graceland ed era sempre disponibile per fotografie e autografi. Scrisse anche il libro “A Presley Speaks”.
Ma veniamo ad argomenti terreni e decisamente più allegri.
Proseguono alacremente i preparativi per le commemorazioni del 20° anniversario ed iniziano ad arrivare le adesioni al nostro viaggio. Non esitate quindi a far pervenire le vostre iscrizioni, poiché quest’anno abbiamo unito l’America alle commemorazioni per il ventesimo anniversario della scomparsa di Elvis per far sì che il ricordo di questa vacanza rimanga indelebile nella memoria di tutti noi!
Parallelamente all’apertura delle due nuove sedi del Club, quest’anno abbiamo cambiato il formato della nostra tessera di socio. A fianco al vostro nome troverete il logo che nel corso del 1997 contrassegnerà tutte le iniziative della BMG e caratterizzerà la copertina del nostro giornale.
Per il prossimo anno vi invitiamo ad inviarci una vostra fototessera, in modo da poterla inserire al posto del logo e personalizzare ancora di più la vostra membership card.
Ed ancora in termini di attività di Club, come avrete notato dalla copertina abbiamo aperto un vero e proprio sito Internet che sostituirà la nostra vecchia e-mail. Il “gestore occulto” di questa nuova attività sarà ancora e sempre il nostro Giuseppe Castiglia, uno dei più grossi Elvis-esperti italiani, al quale potrete Internet-rivolgervi per qualsiasi informazione.
A differenza di quanto avvenuto in passato, la BMG ha celermente reso noto il suo “programma Elvis” per il 1997, che sicuramente incontrerà il favore del grosso pubblico e dei fans, tanta è la corposità e varietà dell’intera operazione.
Potete trovare un ampio articolo sull’argomento su questo numero di APDE.
Finalmente entro breve spediremo anche le copie di “Cafè Europa Sessions” ordinate nei mesi scorsi. Purtroppo le nostre poste hanno fatto -come al solito- il loro dovere: pensate che dalla Francia i dischi sono stati spediti il 15 novembre 1996. Il 30 dicembre ho spedito un fax al nostro fornitore dicendo che non li avevamo ancora ricevuti e il 4 febbraio è arrivata la risposta, che ci informava che il pacco era tornato indietro: la documentazione allegata, recitava che era stato respinto perché il destinatario aveva cambiato indirizzo… A questo punto abbiamo fatto affidare il tutto ad un nostro amico che svolge la professione di assistente di volo per una grossa compagnia aerea il quale si è impegnato a consegnare la merce alla nostra nuova sede di Menton e quindi nel giro di pochissimi giorni scriveremo -almeno lo speriamo- la parola fine anche su questa noiosa faccenda.
Questo numero è dedicato al grande Ivan Graziani, uno dei più sensibili cantautori italiani, che ci ha lasciati all’inizio dell’anno stroncato dal cancro.
Un grande musicista, che parlava poco e suonava molto… e bene!
Elvis loving yours.
Seba.