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Numero 4

Settembre / ottobre 1987

Editoriale

Torino, settembre 1987

Cari Amici,
eccoci di nuovo insieme.
Prima di tutto voglio ringraziare, a nome del Club, quanti ci hanno scritto dalle proprie
località di abitazione o di villeggiatura. È stato molto gradito.
Ringraziamo anche coloro che ci hanno scritto per scambiare “quattro chiacchiere”. Mi ha fatto molto piacere leggere questi vostri profili e spero di riceverne ancora molti.
Se non ho ancora risposto a tutti, è perchè in questo periodo sono stato molto impegnato con il lavoro, comunque presto mi farò vivo.

Mi auguro che abbiate trascorso delle ottime vacanze e così pure le vostre Famiglie.
Da parte nostra, ci siamo recati negli Stati Uniti, in modo da essere presenti a Memphis per la “International Tribute Week”, la settimana dedicata a Elvis, e della quale potrete leggere un resoconto nelle pagine seguenti.
Per mancanza di spazio, la rubrica dedicata alle canzoni è temporaneamente sospesa. Graceland e le iniziative del 10° Anniversario, hanno assorbito molto spazio. Sul prossimo numero che uscirà ai primi di dicembre, ci saranno altri servizi su Memphis e la settimana-Elvis (abbiamo alcune interviste e diverse curiosità).

Graan movimento qui in Italia, come del resto in tutto il mondo, in occasione del 16 agosto. Grosso spiegamento di mezzi da parte della televisione e della stampa, anche se (specie per mano di quest’ultima), nella maggior parte dei casi (leggi “Novella 2000”, “Eva Express” ed altre pubblicazioni del genere), Elvis è stato ricordato con un ammasso di idiozie, corredato (talvolta) da ottime fotografie… ignobilmente commentate. Anche a proposito di questo, contiamo di pubblicare presto un servizio.

Sono passati dieci anni da quando il mondo intero venne scosso dalla notizia della morte di Elvis. Nessuno voleva crederci… esatto, più che altro nessuno VOLEVA credere che Elvis ci aveva lasciati per sempre… Invece era proprio così. Ed in questi dieci anni ne abbiamo sentite di tutti i colori, dalla droga alle manie sessuali, a questo, quell’altro e quell’altro ancora. Benissimo, e questo a che cosa è servito a quanti non hanno aspettato altro che morisse per sparare a zero? Se credevano di poterlo demolire come si può fare con una statua di gesso, si sono sbagliati di grosso. Elvis non è stato affatto una statua di gesso, e la prova lampante sono state le oltre 100.000 persone giunte a Memphis da ogni parte del mondo, ma non per commemorare una persona come si fa il 2 di novembre… Vedete, è un po’ difficile sia da spiegare che da rendere credibile, ma l’atmosfera che si respirava a Memphis quest’anno non era quella di una commemorazione nuda e cruda. È stato tutto l’opposto. Sembrava che tutti ci fossimo trovati lì perchè finalmente dopo dieci anni Elvis tornava a cantare dal vivo in un unico grande concerto. Si parlava di lui delle sue canzoni, dei suoi spettacoli, come se il 16 agosto 1977 non fosse mai esistito…
In risposta a quanti ci hanno scritto, esponendoci la propria rabbia e indignazione di fronte all’azione di un certo tipo di stampa, citiamo una frase che fu spesso sulle labbra di Elvis:
“La verità avrà il sopravvento”
Ed oltre un miliardo di dischi venduti, centinaia di Fan Clubs sparsi in tutto il mondo, un seguito di fans che la più grossa delle pop star attualmente in circolazione venderebbe l’anima al diavolo pur di avere, sono una verità più che lampante, che nessun “giornalucolo” di serie B potrà mai mettere in dubbio.

Il vostro amico Seba.
Tutti per Elvis, Elvis per tutti.