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LAS VEGAS HILTON 1973

DISCOGRAFIA FOLLOW THAT DREAM
Data di pubblicazione Giugno 2021
N° Catalogo 506020-975155

Dettagli:

Doppio CD che include altrettanti spettacoli registrati a Las Vegas.
Per i collezionisti non ascoltiamo nulla di nuovo poiché i concerti erano già in circolazione da diverso tempo nel circuito pirata di Elvis.

Il primo dischetto riporta la registrazione amatoriale ma di ottima qualità incisa durante lo spettacolo di mezzanotte del 20 agosto 1973. Essa esordì all’interno del cofanetto bootleg a cura della mitica “Fort Baxter” del 1995 “A profile-The King on stage”.

Il secondo CD ci fa ascoltare il concerto delle ore tre del mattino (!!!) del 2 settembre dello stesso anno, in precedenza disponibile (in resa sonora inferiore) nel CD della “AudiRec” del 2014 “Elvis at the Hilton”.

La confezione è della dimensione 5″ digipack.

NOTA: si tratta di registrazioni eseguite dal tecnico con due microfoni vicino al palco. Non sono soundboards ma la loro qualità audio è ottima.

EMISSIONI TRACK LIST

CD 1.
Las Vegas, Nevada. 20 agosto 1973. Midnight show.

01 Also Sprach Zarathustra
02 See See Rider
03 I Got A Woman / Amen
04 Love Me
05 Steamroller Blues
06 You Gave Me A Mountain
07 Trouble
08 Blue Suede Shoes
09 Long Tall Sally / Whole Lot-ta Shakin’ Goin’ On / Mama Don’t Dance / Flip, Flop And Fly / Jailhouse Rock / Hound Dog
10 Love Me Tender
11 Fever
12 What Now My Love
13 Suspicious Minds
14 Introductions by Elvis
15 My Boy
16 Release Me (And Let Me Love Again)
17 An American Trilogy
18 Mystery Train / Tiger Man
19 Help Me Make It Through The Night
20 How Great Thou Art
21 Can’t Help Falling In Love / Closing Vamp

 

CD 2:
Las Vegas, Nevada. 2 settembre 1973. Ore 3 AM.

01 Also Sprach Zarathustra
02 See See Rider
03 I Got A Woman / Amen
04 Love Me
05 Steamroller Blues
06 You Gave Me A Mountain
07 Trouble
08 Long Tall Sally / Whole Lot-ta Shakin’ Goin’ On / Mama Don’t Dance / Flip, Flop And Fly / Hound Dog
09 Love Me Tender
10 Fever [compresi frammenti di “Polk Salad Annie”]
11 What Now My Love
12 Suspicious Minds
13 Introductions by Elvis
14 Release Me (And Let Me Love Again)
15 An American Trilogy
16 Mystery Train / Tiger Man
17 The First Time Ever I Saw Your Face
18 How Great Thou Art
19 Can’t Help Falling In Love / Closing Vamp

RECENSIONI

Di Davide Raga

 

La FTD propone per la prima volta due registrazioni “sound-booth”, effettuate su cassetta con l’utilizzo di due microfoni posizionati al bordo del palco, il tutto ad opera di Bill Porter.
Il risultato è una via di mezzo tra la qualità del soundboard e la più ampia prospettiva offerta dalle audience recordings, che realmente danno l’idea di trovarsi in platea: ad essere sincero, apprezzo maggiormente questo genere di registrazioni (uniche, purtroppo!) a tanti soundboards ovattati.

Il CD si presenta nel classico formato 5 pollici con foto inerenti alla season presa in oggetto.
Ci troviamo a Las Vegas, 6 agosto – 3 settembre 1973, un ingaggio che Elvis affronta con estrema professionalità e grinta, per poi andare un pò a deconcentrarsi verso la fine, forse stufo di alcune dinamiche ambientali dell’Hilton (e di Parker).
Andiamo al contenuto.

 

Il primo dei due spettacoli qui presenti, il midnight del 20 agosto, venne pubblicato per la prima volta dalla storica label pirata “Fort Baxter” nel lontano 1995 all’interno del box “A Profile – The King On Stage, volume 1”.
La qualità audio, in questa occasione, è leggermente migliorata, anche se i più esperti “lamentano” una velocità che risulta su nastro leggermente alterata.
Il secondo show invece, quello delle 3 del mattino del 2 settembre, è assolutamente inedito.

 

Alla mezzanotte del 20 agosto, Elvis aggredisce il palco con la consueta See See rider seguita a ruota dalla spettacolare “I got a woman”, con i suoi momenti di simpatica intesa con JD Sumner.
Una versione veramente cool di Steamroller blues rappresenta però il primo vero sussulto dello spettacolo, condito di energia blues.
Un momento altrettanto intenso, stavolta carico di sentimento e dolore interpretati come maestria, viene dalla bella esecuzione di You Gave me a Mountain.
Una piacevole novità in scaletta, rappresentativa di questa stagione, è la storica Trouble (1958, dal film “King Creole” e che ricordiamo tutti nella sua incredibile versione di apertura del Comeback Special), necessaria per riprenderci dopo un momento riflessivo come quello precedente: il suo ritmo sincopato e il suo incedere supportato da una allucinata chitarra ne fanno una versione ancora diversa rispetto a quella del 1968, molto accattivante e “progressive” nel senso più ampio del termine. Durante l’assolo, il trittico basso-chitarra-batteria rimanda ad echi di Bo Didley e, perché no, The doors.
Il rock and roll medley che troviamo di li a poco è sicuramente in grado di darci una scarica di adrenalina, sebbene non “morda” come quello che ascolteremo a Memphis qualche mese più tardi.
Sensuale come sempre, per la gioia delle donne in sala, ecco arrivare la storica Fever, mentre la magistrale What now my love ci riporta con la mente ai sogni dell’Aloha from Hawaii.
Suspicious minds sembra oramai perdere di intensità e, come vedremo, lo status di regina della scaletta, almeno nell’idea di Elvis, lasciando spazio ad altre performances “importanti” come la splendida My boy, molto vicina evidentemente ai sentimenti di Elvis del periodo, nonché l’emozionante An American Trilogy, sempre trattata con il dovuto rispetto.
Il medley Mistery train / Tiger man, in questa occasione archiviato frettolosamente, ci introduce al phatos di Help Me Make It Through The Night, perfetta per il showroom di Las Vegas.
Prima della fine dello spettacolo Elvis raccoglie ancora una volta le sue emozioni più vere e profonde e si lancia in una impeccabile How Great Thou art.
La consueta Can’t help falling in love chiude così uno show di routine ma con il giusto tiro che non lascia nessuno insoddisfatto.

 

Con il secondo dischetto andiamo ad ascoltare invece uno spettacolo fuori programma aggiunto all’ultimo momento per far fronte alle incessanti richieste da parte del sempre più numeroso pubblico.
Sono le 3 del mattino del 2 Settembre ed Elvis si presenta sul palco sulle spalle di Lamar Fike, fidato amico extra-size. Siamo alla fine dell’ingaggio, Elvis è stanco, probabilmente demotivato e la butta sullo scherzo, sebbene come sempre riesca a stupirci con interpretazioni mozzafiato. Magia di Las Vegas!
See See rider è di un tiro assurdo, terzo show in un giorno ed Elvis e band vanno comunque a 100 all’ora!!!
Anche in questo caso Steamroller Blues fa la figura del leone, impossibile non apprezzarne l’energia.
Anche You gave me a mountain si conferma una highlight, cosi come la già citata Trouble, un pezzo che a mio parere sarebbe dovuto rimanere molto più tempo in scaletta.
Per il resto valgono le considerazioni fatte per lo spettacolo precedente, le cui scalette si equivalgono, sebbene la voglia di scherzare di Elvis a momenti sia veramente predominante.
Curiosità: al momento di eseguire An American Trilogy, Elvis chiede al tecnico delle luci di non illuminare la bandiera Americana (cosa che accadeva ogni tanto a quanto si evince) perché “non c’è bisogno, la canzone dice già tutto”.
Un’eccezione di questo spettacolo è la graditissima presenza della tenera The First Time Ever I Saw Your Face, nella quale Elvis riesce a mettere a nudo i propri sentimenti, coinvolgendo in un’intensità emotiva collegiale tutta la showroom che ammutolita resta incantata.

 

Las Vegas Hilton 1973 è un prodotto che sicuramente inserirete nel lettore più volte, come già i fans più navigati fecero all’epoca con il Fort Baxter, per vari motivi: Elvis in forma eccezionale alterna sapientemente momenti di profonda intensità con altri genuini istanti di rock, blues e adrenalina. La tipologia di registrazione audio “inusuale” che offre un sound “aperto” che rende meglio l’idea di cosa effettivamente si poteva ascoltare dalla platea, a differenza di un soundboard.
Unica pecca-che per un audiofilo non è cosa di poco conto- è che soprattutto nel secondo spettacolo si avverte, anche per un orecchio poco esperto come il mio, che la velocità è a momenti superiore a quella che è stata sicuramente quella reale.
Ad ogni modo, un CD da promuovere: documento eccezionale, essenziale e assolutamente godibile.