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FROM VEGAS TO TAHOE

DISCOGRAFIA FOLLOW THAT DREAM
Data di pubblicazione Luglio 2022
N° Catalogo 506020-975170

Dettagli:

Triplo CD in confezione digipack da 5″ che ci fa ascoltare tre seguenti spettacoli, due dei quali audience recordings anche se di qualità eccellente: Las Vegas, 27/1/1973 MS (audience) e 21/2/1973 MS (audience) / Sahara Tahoe Hotel, 12 maggio 1974 MS (soundboard).
Non si tratta di audience recordings di pessima qualità ma siamo di fronte a quella registrazione definita soundbooth recordings, fatta dal tecnico tramite due microfoni posti vicino al palco.

Nessuno dei tre concerti era mai stato emesso in precedenza nella sterminata discografia di Elvis, compresa quella dei bootlegs.

I concerti in sé sono solidi e tipici di questa stagione di Las Vegas. Elvis è in buone condizioni e ci sono pezzi forti come “You Don’t Have To Say You Love Me”, “Steamroller Blues”, “Fever”, “What Now My Love” e la bellissima “I’ll Remember You”.
Per quanto riguarda lo spettacolo di Tahoe, abbiamo avuto 2 tracce circa 10 anni fa su “Takin’ Tahoe Tonight” e lo spettacolo completo è, quindi, il benvenuto. In questo locale, Elvis si è sempre sentito un po’ di più a suo agio: gli piaceva l’intimità del luogo e quindi gli spettacoli erano sempre un po’ migliori rispetto a quelli di Las Vegas. Questa performance non fa eccezione. Ascoltate e godetevi i momenti salienti come “Help Me Make It Through The Night”, “I’m Leavin’”, “What Now My Love”, “Bridge Over Troubled Water” e “A Big Hunk O’ Love”.

EMISSIONI TRACK LIST

CD 1. Las Vegas, Nevada. 27 gennaio 1973. Midnight show.

01 See See Rider
02 I Got A Woman / Amen
03 Until It’s Time For You To Go
04 You Don’t Have To Say You Love Me
05 Steamroller Blues
06 You Gave Me A Mountain
07 Fever
08 Love Me
09 Blue Suede Shoes
10 Love Me Tender
11 Johnny B. Goode / Hound Dog [prima partenza]
12 Hound Dog
13 What Now My Love
14 Suspicious Minds
15 Band Introductions
16 I’ll Remember You
17 I Can’t Stop Loving You
18 An American Trilogy
19 Burning Love
20 Can’t Help Falling In Love

 

CD 2. Las Vegas, Nevada. 21 febbraio 1973. Midnight show.

01 Also Sprach Zarathustra
02 See See Rider
03 I Got A Woman / Amen
04 Love Me Tender
05 You Don’t Have To Say You Love Me
06 Steamroller Blues
07 You Gave Me A Mountain
08 Fever
09 Love Me
10 Blue Suede Shoes
11 I’m Leavin’
12 Hound Dog / What Now My Love [prima partenza]
13 What Now My Love
14 Suspicious Minds
15 Band Introductions
16 I’l Remember You
17 I Can’t Stop Loving You
18 An American Trilogy
19 Can’t Help Falling In Love

 

CD 3. Sahara Tahoe Hotel, Stateline, Nevada. 12 maggio 1973. Misnight show.

01 Also Sprach Zarathustra
02 See See Rider
03 I Got A Woman / Amen
04 Help Me Make It Through The Night
05 Steamroller Blues
06 You Gave Me A Mountain
07 Love Me
08 Blue Suede Shoes
09 Long Tall Sally / Whole Lot-ta Shakin’ Goin’ On / Mama Don’t Dance / Shake, Rattle And Roll / Whole Lot-ta Shakin’ Goin’ On
10 I’m Leavin’
11 Hound Dog
12 What Now My Love
13 Suspicious Minds
14 Band Introductions
15 I’ll Remember You
16 I Can’t Stop Loving You
17 Bridge Over Troubled Water
18 A Big Hunk O’Love
19 Can’t Help Falling In Love
20 Closing Vamp / Souvenir announcement

RECENSIONI

Di Davide Raga

 

In questo triplo CD set in formato 5 pollici, digipack a 4 pannelli, la FTD ci porta ad assistere ai primi spettacoli immediatamente sucessivi al celeberrimo “Aloha From Hawaii“, esattamente i midnight shows del 27 gennaio e del 21 febbraio 1973 a Las Vegas e lo spettacolo di mezzanotte del 12 maggio 1973 a Lake Tahoe.
Dei primi due spettacoli ascoltiamo registrazioni non provenienti da soundboard ma da ottime audience recordings, di qualità eccellente, dette soundbooth recordings. Registrazioni effettuate con apparecchiature di livello, solitamente con microfoni ambientali, che sebbene non perfette hanno spesso il pregio di restituire in parte quello che era il sound “reale” che si ascoltava in sala.

 

Andiamo al contenuto.
Solo dopo 12 giorni dalla strabiliante e storica impresa Via Satellite ci si rituffa incredibilmente nella solita, ormai poco appagante ed estenuante routine di Las Vegas. I contratti vanno onorati, certo, ma un artista del calibro di Elvis, dopo le imprese raggiunte, avrebbe meritato, oltre che del sano riposo, di sfruttare al meglio la scia stellata dello special satellitare anziché tornare all’ovile di Las Vegas.
Una situazione che si ripercuote nella qualità e nel “mood” delle performances che ascoltiamo nei primi due dischetti di questo set. La noia e la routine vengono mitigate esclusivamente dall’amorevole interazione tra Elvis e il suo pubblico. La musica è sempre ottima e potente, sia ben chiaro, e il supporto dei musicisti è sempre solido come una roccia, la voce di Elvis è magica, ma le performances soffrono un po’ tutte di una sonnacchiosa assuefazione e di un atteggiamento passivo e al limite della rassegnazione.
Ascoltiamo per esempio la quasi irriconoscibile Steamroller blues, che sembra quasi eseguita come una prova più che una performance per infiammare la platea. Lo stesso possiamo affermare per il resto della scaletta, da Until it’s time for you to go a Suspicious minds, passando per i Rock and roll (comunque ben spinti dalla band, eccellente come sempre).
Tra un susseguirsi di battutine, a volte ormai scontate e spesso intrise di “cazzeggio” difficilmente proponibile in altre sedi che non siano la shoowroom dell’Hilton, si snocciola una scaletta senza infamia e senza lode, le cui highlights le individuiamo in What now my love, brillante come in occasione del concerto del 14 gennaio a Honolulu, An American Trilogy, I’ll remeber you e la rockeggiante Burning Love, “spostata” a fine scaletta rispetto allo special, che sebbene non abbia l’adrenalina vista in mondovisione, possiamo considerarla una ottima esecuzione.

 

Con il CD 2 passiamo allo spettacolo della mezzanotte del 21 febbraio.
Quali le differenze con lo show appena recensito? Poche a dire la verità: le considerazioni appena fatte valgono anche in questa occasione. Tutto sommato il livello qualitativo dello spettacolo è buono ed è decisamente un po’ meglio rispetto ad un mese prima: evidentemente stanchezza, disincanto e delusione a questo punto erano già stati metabolizzati. Già dalle battute iniziali di See see rider, il cantante sembra più in palla rispetto ad un mese prima, nonostante Elvis fosse impegnato a Las Vegas in due spettacoli per serata da praticamente 1 mese! Estentuante a dir poco se consideriamo inoltre che alcune date nel corso di quell’ingaggio vennero addirittura cancellate per raffreddore.
Tornando allo spettacolo in questione, troviamo una bella versione di You don’t have to say you love me, una Steamroller blues non certo in versione memorabile ma comunque ben eseguita da tutti, e la ormai classica You gave me a mountain che anche in questa occasione non manca di sprogionare il giusto pathos.
Dopo la sensuale Feverm la scaletta si dispiega come al solito con un mix di oldies, da Love me ai rock and roll più famosi, eseguiti esclusivamente per dovere che per ispirazione artistica.
A proposito di highlights, notiamo in scaletta la presenza della bella I’m Leavin’, canzone che Elvis ha sempre intepretato con una certa enfasi e rispetto.
Suspicious minds, What know my love e An American trilogy, seguita da una meritatissima standing ovation, rappresentano infine i botti finali del sempre e comunque pirotecnico Elvis Presley show che volge al termine giusto in tempo: adesso la sua voce sembra abbandonarlo di nuovo come diverse volte capitato in questa martoriata stagione.

 

Passiamo così al terzo ed ultimo dischetto: siamo di fronte, in questcaso, ad una registrazione soundboard con la quale facciamo un salto temporale in avanti di quasi tre mesi: ci troviamo nel showroom del più piccolo High Sierra Theatre, Stateline (località nota come Lake Tahoe), Nevada, una sorta di Las Vegas montana, un ambiente più piccolo e intimo rispetto all’Hilton.
Forse proprio per questa intima dimensione ambientale, gli spettacoli che provvengono da Lake Tahoe ci restituiscono quasi sempre un Elvis rilassato e in buona forma vocale, in ottimo mood e intento a deliziare i presenti con la sua musica, in un ambiente comfortevole dove è palese che si senta a suo agio, lontano dalle pressioni di Las Vegas, dei suoi squali e allo stesso tempo dello stress di un tour on the road.
Diverse sono, nel frattempo, le novità sopraggiunte sia in scaletta che nel sound in generale. Al basso troviamo il fantastico Emory Gordy in sostituzione di Jerry Scheff, mentre in scaletta piacevoli novità da segnalare sono la intima Help Me make it through the night (perfetta per un ambiente intimo e raccolto come l’High Sierra Theatre!) e la solida Bridge over troubled water.
Ma andiamo per ordine: See See rider (con qualche disturbo iniziale nella registrazione) ci mostra subito che Elvis è in formissima e notiamo l’infuocato lavoro della band. L’appena citato Emory Gordy si fa da subito notare con il suo personalissimo giro di basso.
Nelle battute che precedono “I got a woman”, nel rispondere alle grida delle fans, Elvis annuncia: “Hey, ho tre spettacoli da fare stasera!” rivelando quello che sarebbe stato lo speciale show agguntivo delle 3 del mattino. Segue la solita versione ben eseguita con la classica simpatica parentesi tra Elvis e JD Sumner.
Quella che segue è una bella ed intima versione di Help Me make It Through the nighe, interpetata a tratti in modo scherzoso ed ironico ma che comunque non perde la sua magica aura. Ottima anche Steamroller blues, dove ancora una volta Emory Gordy la fa da padrone, unitamente al sempre perfetto James Burton. Che coppia ragazzi!
Con You gave me a mountain ritorniamo con la mente ad Aloha From Hawaii e non possiamo che apprezzare anche questa versione, come sempre eseguita con la massima concentrazione e trasporto.
Tra le oldies che seguono, evidenziamo il “nuovo” medley composto da Long Tall Sally/Whole lot-ta shakin’ goin’ on/Mama don’t dance/Shakem rattle & roll che noi fans del giorno dopo abbiamo scoperto per la prima volta nella esplosiva versione di “Elvis recorded live on stage in Memphis”, 20 marzo 1974.
Di I’m Leavin’, ascoltiamo una versione a dir poco fantastica. Un brano in cui Elvis evidentemente credeva molto, una gemma nascosta del suo repertorio che sicuramente possiamo annoverare tra quanto di meglio inciso nei 70’s.
Il prosieguo dello spetaccolo si muove poi su sentieri già battuti di recente, con le “Hawaiiane” I’ll remember you e What now my love, anche in questa occasione impeccabili, la ormai doverosa Suspicious minds e una magistrale Bridge over troubled Water che ci introduce cosi alla fine di questo spettacolo, con A big Hunk o’love sempre abile ad infiammare la platea, e Can’t help falling in love, classica sigla di chiusura.

 

Termina così il nostro bellissimo viaggio di tre tappe in una fase artistica del nostro eroe che nonostante le premesse iniziali e l’insofferenza cronica da assuefante routine, riesce ad offrire e intensi momenti di genuina eccellenza musicale.
Un documento che possiamo pertanto tranquillamente aggiungere alle nostre collezioni, considerando anche il fatto, non ultimo, che si tratta di tre spettacoli sono degli inediti in assoluto.